antica cittadella
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ALVIGNANO – Un altro episodio di violenza sui campi di calcio della provincia di Caserta. A denunciarlo è stata la società dell’Alvignano Calcio.

La violenza devastante

Il tutto è avvenuto durante la gara di campionato di promozione contro il Brusciano. Ad un certo punto un gruppo di tifosi della squadra ospite, partendo dal loro settore, si è reso protagonista di comportamenti di estrema violenza, aggredendo con spranghe e bastoni alcune persone presenti, tra cui bambini, e un volontario della Protezione Civile intervenuto nel tentativo di riportare la calma. Gli stessi soggetti hanno inoltre danneggiato diverse autovetture parcheggiate nelle immediate vicinanze dell’impianto sportivo.

Il post della società

“Tali fatti rappresentano un’offesa gravissima non solo allo sport – si legge nella nota della società -  ma alla comunità intera. Colpire dei minori e chi opera per la sicurezza pubblica è un atto di inaudita violenza che non può trovare alcuna giustificazione.

Si ritiene altresì necessario stigmatizzare il comportamento della società ospitata che, nel corso degli eventi, ha deciso di interrompere la diretta dell’incontro sui propri canali ufficiali. Una scelta che, anziché contribuire alla chiarezza e alla ricostruzione dei fatti, ha di fatto sottratto elementi utili alla comprensione di quanto stava accadendo, venendo meno a un dovere di trasparenza e responsabilità verso il pubblico, le istituzioni sportive e le autorità competenti.

Esprimiamo la nostra piena e sincera solidarietà ai bambini coinvolti, alle loro famiglie, al volontario della Protezione Civile aggredito e a tutte le persone che hanno subito danni fisici, morali o materiali.

Confidiamo e ci auspichiamo che gli organi federali e disciplinari adottino provvedimenti severi ed esemplari, sia nei confronti degli autori materiali della violenza sia verso chi, a vario titolo, non ha contribuito a prevenirla o a gestirla con la necessaria trasparenza.

Il calcio dilettantistico deve rimanere un luogo sicuro, soprattutto per i giovani. Chi trasforma un campo sportivo in un teatro di violenza o omertà deve essere chiamato a risponderne senza attenuanti”.