Maxi confisca da 30 milioni al patron del cemento legato al clan Belforte
L'imprenditore è stato condannato in via definitiva: portati via aziende, società ed immobili
CASERTA/SAN FELICE A CANCELLO - La Direzione Investigativa Antimafia, la Divisione Anticrimine della Questura di Caserta ed il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Caserta, a seguito del provvedimento emesso dalla Suprema Corte di Cassazione, hanno eseguito la confisca definitiva dei beni riconducibili ad un imprenditore casertano, Clemente Izzo 63enne di San Felice a Cancello operante nel settore del cemento e della ristorazione.
Imprenditore del clan
Con il provvedimento odierno è stata confermata la confisca, che segue il sequestro eseguito nel 2022, disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Sez. Misure di Prevenzione, su proposte del Procuratore della Repubblica di Napoli, del Direttore della DIA e del Questore di Caserta.
La misura ablativa è stata eseguita nei confronti di un imprenditore contiguo all’organizzazione camorristica, denominata clan “Belforte”, condannato in via definitiva per aver messo in piedi una strutturata modalità di riscossione del “pizzo” fondato su sovrafatturazioni che nascondevano il prezzo delle estorsioni, corrisposto dai taglieggiati per “mettersi a posto”.
Una cifra colossale
La confisca definitiva ha permesso di far incamerare al patrimonio dello Stato beni per un valore complessivo stimato in circa 30 milioni di euro: si tratta di 2 interi compendi aziendali e quote di altrettante società, 62 immobili ubicati nelle province di Caserta, Benevento, Salerno e Parma (13 terreni, 14 abitazioni, 2 opifici industriali, 32 garage/magazzini ed 1 multiproprietà in costiera amalfitana), nonché 47 rapporti finanziari e 18 beni mobili registrati (2 autovetture e 16 mezzi industriali).
Il risultato sopra rappresentato si inserisce nell’ambito delle attività Istituzionali finalizzate all’aggressione dei patrimoni illecitamente acquisiti e riconducibili, direttamente o indirettamente, a contesti delinquenziali di tipo mafioso, agendo così a tutela e salvaguardia della parte sana del tessuto economico nazionale.
