Ucciso e bruciato fuori allo stadio: arrestati 3 uomini del clan dei Casalesi
Gli uomini del gruppo Bidognetti ritenuti responsabili dell'omicidio del concessionario Matteo Tesorello

FRIGNANO - Su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli si comunica che questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta, coordinati dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli nei confronti di tre persone: Raffaele Simonelli, Placido Tonziello e Armando Di Puoti.
Imprenditore ucciso e bruciato fuori allo stadio: arrestati 3 uomini del clan dei Casalesi
Queste tre persone sono ritenute gravemente indiziate di delitti contro la persona e in materia di armi, aggravati dal metodo e dalla finalità di agevolazione mafiosa, in quanto inserite e operanti nell’ambito del Clan dei Casalesi, fazione Bidognetti.
Il provvedimento cautelare scaturisce da attività investigativa che ha consentito di ricostruire, allo stato delle indagini e fatta salva la presunzione di innocenza, l'omicidio di Matteo Tesorello, 35enne di Frignano, titolare di una concessionaria d’auto, con precedenti per ricettazione
Gli uomini del gruppo Bidognetti ritenuti responsabili dell'omicidio del concessionario Matteo Tesorello
L'omicidio avvenne nell’aprile 2004 nei territori di Frignano e Villa di Briano precisamente vicino allo stadio sportivo. In particolare, la vittima sarebbe stata attirata con l’inganno presso un impianto sportivo e colpita mortalmente con arma da fuoco. Il corpo del concessionario d'auto veniva successivamente dato alle fiamme e occultato all’interno dell’autovettura, poi rinvenuta alcuni giorni dopo.
Secondo l’ipotesi accusatoria accolta dal G.I.P., gli indagati avrebbero agito in concorso tra loro, con ruoli distinti, nell’ambito di un medesimo disegno criminoso, con condotta premeditata e con modalità tipicamente mafiose, al fine di rafforzare e agevolare l’operatività del sodalizio criminale di riferimento.
Nel medesimo contesto investigativo è stata altresì accertata la disponibilità e l’utilizzo di un’arma da fuoco, detenuta e portata in luogo pubblico al fine di commettere il delitto sopra descritto.
I provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari, avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari degli stessi sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.
