Bomba esplosa alla cornetteria, la replica di un simbolo: "Non passerete"
Le parole dell'ex sindaco Renato Natale sulle esplosioni degli ultimi giorni

CASAPESENNA/SAN CIPRIANO/CASAL DI PRINCIPE - "Ma veramente credete sia possibile riportare queste terre ai tempi bui, quando la camorra dominava, uccideva, soffocava ambiente ed economia? Avete sbagliato i conti, non ve lo consentiremo". È con parole cariche di pathos che Renato Natale, ex sindaco di Casal di Principe, simbolo della lotta anticamorra, attualmente segretario del locale circolo Pd, interviene sulla bomba carta esplosa nella notte tra venerdì e sabato davanti ad una cornetteria di Casapesenna, inaugurata poche ore prima.
Il triangolo del clan
Casapesenna dista pochi chilometri da Casal di Principe, e anni fa i due comuni del Casertano, insieme a San Cipriano d'Aversa, formavano una sorta di triangolo dei clan, avendo dato i natali ai capi dei Casalesi, da Francesco Sandokan Schiavone e Francesco Bidognetti (Casal di Principe) al fondatore del clan Antonio Bardellino e all'altro boss Antonio Iovine (San Cipriano d'Aversa), per finire a Michele Zagaria e ai suoi fratelli (Casapesenna). Oggi, con capi e gregari in cella, e tanti camorristi divenuti collaboratori di giustizia, e anche grazie a personaggi di spessore come Renato Natale, la situazione è cambiata in meglio, ma ancora il clan fa sentire ogni tanto la sua presenza, come sta accadendo in questo periodo prepasquale.
L'emergenza bombe
Da inizio marzo sono tre le bombe carta esplose tra Casapesenna e San Cipriano, mentre un altro ordigno è esploso davanti ad un bar di Cesa, comune non distante dove opera da sempre il clan Mazzara, facente parte della galassia Casalese e vicino alla famiglia Schiavone. A pochi giorni da un'altra data simbolo della lotta anti-clan, il 32esimo anniversario dell'omicidio del sacerdote don Peppe Diana, ucciso sai Casalesi il 19 marzo del 1994, Natale, sindaco per pochi mesi nel '94 proprio quando fu ucciso il prete, ribadisce la piena fiducia "nella magistratura e nelle forze dell'ordine, che certamente - sottolinea - stanno lavorando per assicurare alla giustizia chi si è reso protagonista di queste barbarie". Fiducia anche e soprattutto, chiarisce, "nel nostro popolo, che non vuole tornare indietro e che sarà capace di rimandare nelle fogne chi ne è uscito per provare a costruire un suo dominio. Non passerete".
