CESA/ORTA DI ATELLA – C’è la confessione. L’operaio di 43 anni di San Cipriano d’Aversa Antonio Mangiacapre ha confermato di fronte ai giudici di essere stato lui a sparare ai fratelli Marco e Claudio Marrandino di 39 e 29 anni di Cesa, uccisi a colpi di pistola allo svincolo della Nola-Villa Literno per Succivo.

Il dubbio sul movente

Di fronte al gip Vincenzo Saladino del Tribunale di Napoli Nord Mangiacapre ha affermato di aver fatto fuoco dopo una lite avvenuta per motivi di viabilità. Questa versione però sembra non aver convinto del tutto gli inquirenti che stanno indagando ulteriormente: sono stati infatti sequestrati i cellullari delle vittime e dell’assassino. 

Fissata l'autopsisa

La Procura nel frattempo ha fissato l’autopsia. Nella giornata di domani avverrà il conferimento dell’incarico ad un medico legale, il dottor Francesco Vestini. I corpi dei due fratelli si trovano nell’Istituto di Medicina Legale di Giugliano in Campania.

Il ricordo della comunità e del sindaco

Marco e Claudio Marrandino sono stati ricordati anche nella marcia avvenuta ieri contro la violenza e la criminalità organizzata da diversi comuni dell’agro aversano: “Vedere la comunità, la nostra comunità, raccolta intorno alla famiglia Marrandino mi ha fatto comprendere, ancora di più, quanto siamo colpiti, scossi, lacerati da questa vicenda – ha scritto il sindaco di Cesa Enzo Guida - Il dolore dei genitori, il dolore di Rosa, la moglie di Marco, il dolore di Federica, la fidanzata di Claudio, il dolore dei fratelli Giovanni e Michele, lo possiamo solo immaginare e non può essere paragonato a quel che stiamo provando tutti. Ieri la popolazione ha risposto all'invito alla preghiera ed al raccoglimento formulato dal Parroco e dall'Amministrazione Comunale, perchè c'era un bisogno di esprimere sentimenti, perchè c'era il bisogno di essere vicini alla famiglia Marrandino”.