CASERTA - L'indagine che ha portato agli arresti di 7 persone, tra Napoli e Caserta ( Villa Literno), con l' accusa di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro in agricoltura e caporalato, mette in luce quanto come CGIL e FLAI denunciamo da tempo : i migranti sono ridotti in schiavitù, sfruttati, sottopagati e minacciati anche di morte, sotto ricatto e costretti a lavorare in condizioni disumane e degradanti. 

Garantire lavoro dignitoso

"È necessaria la piena applicazione della legge contro il caporalato, a cui si è arrivati soprattutto grazie alle denunce e alle lotte che la CGIL e la FLAI hanno messo in campo- dichiara la Segretaria generale CGIL Caserta, Sonia Oliviero- soprattutto nelle attività del sindacato di strada, e avere la consapevolezza dell'importanza che rappresentano i lavoratori migranti per l' economia del Paese. Bisogna garantire loro un lavoro dignitoso e sicuro- continua la segretaria- liberarli dalla morsa di caporali senza scrupoli, che calpestano la dignità, sfruttandoli fino a 16 ore al giorno, senza pause, senza sicurezza, senza le normali condizioni igieniche e sanitarie, senza la retribuzione adeguata, per 2 euro all'ora, in condizioni di fragilità che li rendono fortemente ricattabili e sottoposti al giogo del malaffare e della criminalità, privati di ogni diritto e della dignità." 

Superare la Bossi-Fini

"Bisogna superare la Bossi-Fini - dichiara Elena Russo, segretaria confederale CGIL Caserta, con delega all'immigrazione- una legge sbagliata che lega la regolarità del soggiorno a misure eccessivamente stringenti, rendendo di fatto il lavoro merce di scambio, costringendo le lavoratrici e i lavoratori migranti a dover accettare qualsiasi condizione pur di guadagnarsi il “diritto alla regolarità”. Bisogna aprire canali di ingresso legali e sicuri- continua- fuori dalla logica dei decreti flussi che, come si è visto dalle recenti inchieste, sono regali alle mafie e alla criminalità organizzata." "È necessario che la politica e le istituzioni si facciano seriamente carico di questa terribile piaga sociale, che fa profitto sullo sfruttamento di migliaia di lavoratrici e lavoratori, i quali, di fatto, garantiscono la filiera agricola in questa provincia e andrebbero tutelati e messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza, con diritti e tutele garantiti" concludono le segretarie.