antica cittadella
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CASERTA - Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del comitato provinciale per il No al referendum

Istituzioni e ordini nelle iniziative per il Sì

"Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando sul territorio iniziative pubbliche legate al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026. Una mobilitazione politica che sarebbe fisiologica, se non fosse accompagnata dal coinvolgimento diretto o indiretto di soggetti istituzionali e ordinistici che, per loro natura, dovrebbero presidiare il principio di imparzialità.

È il caso dei Comuni di Parete e San Prisco, che hanno concesso il patrocinio a iniziative dichiaratamente schierate per il Sì. Una scelta che appare in evidente contrasto con i principi di neutralità dell’azione amministrativa e con le disposizioni in materia di par condicio, oltre che con gli indirizzi richiamati dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni nelle competizioni referendarie. Il patrocinio istituzionale non è un atto neutro: è un riconoscimento pubblico che implica legittimazione. Concederlo in favore di una sola opzione referendaria altera l’equilibrio del confronto democratico.

La manifestazione ad Aversa

Ancora più delicata è l’iniziativa promossa per il 13 marzo 2026 ad Aversa dalla Camera Penale di Napoli Nord insieme al Comitato per il Sì. Nella locandina si specifica che la partecipazione degli avvocati darà luogo al riconoscimento di crediti formativi. Questo elemento solleva interrogativi rilevanti. Se un evento apertamente schierato su un quesito referendario viene qualificato come attività formativa, il rischio è quello di trasformare uno spazio che dovrebbe essere tecnico, pluralista e scientificamente orientato in uno strumento di indirizzo politico.

L’attribuzione dei crediti formativi è prerogativa dell’Ordine degli Avvocati e presuppone una delibera formale. Qualora tale accreditamento fosse stato effettivamente concesso, ci troveremmo dinanzi a una forzatura che incide sul principio di imparzialità. L’articolo 97 della Costituzione non è un richiamo formale: vincola tutte le pubbliche amministrazioni, inclusi gli ordini professionali che esercitano funzioni pubblicistiche e sono chiamati a garantire autonomia e indipendenza rispetto al conflitto politico. Attribuire crediti formativi a un convegno dichiaratamente schierato significa introdurre un incentivo istituzionale alla partecipazione a un’iniziativa di parte.

Il clima che si sta determinando attorno al referendum appare segnato da uno slittamento preoccupante: dalla fisiologica dialettica politica a un coinvolgimento non neutrale di apparati pubblici e istituzionali. In un passaggio così delicato, ciò che dovrebbe prevalere è la garanzia di condizioni paritarie tra le opzioni in campo. Ogni atto che, anche indirettamente, avvantaggi una parte compromette la qualità del confronto democratico e alimenta un sospetto che non giova né alle istituzioni né alla credibilità della consultazione.

La legittimità di un referendum non si misura soltanto dal rispetto formale delle procedure, ma anche dall’equità del contesto in cui esso si svolge. Per queste ragioni vigileremo con determinazione e agiremo nelle sedi opportune per garantire quei principi e quelle normative che devono caratterizzare la campagna referendaria di un Paese civile e affinchè il gioco, da duro, non si faccia sporco"