Omicidio Compagnone, arriva la condanna per il fidanzato killer
I giudici hanno accolto le tesi della Procura: "Fu femminicidio"
RIARDO/TEANO/SANTA MARIA CAPUA VETERE – Si è concluso il processo davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Marcella Suma e dal giudice a latere Maria Compagnone, per l’omicidio di Francesca Compagnone, la 28enne di Riardo uccisa da un colpo di fucile nella villetta di sua proprietà di Riardo. Del delitto era accusato il fidanzato Vicol Ciprian.
La condanna
La sentenza ha confermato i sospetti e la tesi della Procura. Ciprian è stato infatti condannato a ventun anni di reclusione. Accolte quindi le accuse di omicidio volontario aggravato dalla relazione sentimentale. Per i giudici della Corte d’Assise, il colpo di fucile che spense la giovane vita di Francesca colpendola in pieno volto non fu accidentale, ma un gesto volontario, come confermato anche dalle relazioni dei tecnici della balistica. Si trattò insomma di un femminicidio in piena regola. Oltre al carcere, Ciprian è tenuto al risarcimento danni.
La ricostruzione
La ricostruzione dei fatti suggerisce che la sera del 26 ottobre 2022, Francesca e Ciprian avevano trascorso una serata tranquilla in un locale, per poi recarsi nella villetta di proprietà della famiglia della ragazza. Durante un trasloco, tre fucili legittimamente detenuti dal padre della vittima erano stati lasciati incustoditi. Secondo le indagini, Ciprian avrebbe imbracciato uno dei fucili, puntandolo verso la ragazza e sparando un colpo che l'ha colpita mortalmente. Dopo aver visto la ragazza cadere, Vicol avrebbe allertato i soccorsi, ma i sanitari giunti sul posto non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.
