antica cittadella
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Pirozzi e Biondo
Pirozzi e Biondo

SANTA MARIA A VICO – L’amministrazione comunale di Santa Maria a Vico non ha mai lasciato che la sua azione venisse guidata dagli interessi della criminalità organizzata. E’ questo il segnale chiaro ed inequivocabile che emerge dalla sentenza della Corte di Cassazione con la quale è stato respinto il ricorso della Procura contro la decisione del Tribunale del Riesame.

La vicenda

Al centro della vicenda c’è la presunta infiltrazione camorristica legate alle amministrazioni comunali del 2020 che aveva portato agli arresti domiciliari, successivamente annullati, del sindaco Andrea Pirozzi, Veronica Biondo, Marcantonio Ferrara, Domenico Nuzzo alias Mimmariello e Raffaele Piscitelli noto come “O’ Cervinaro”. 

Mancano gli indizi

La tesi della Procura verteva sullo scambio elettorale politico mafioso. Questa però veniva già smontata dal Tribunale del Riesame che aveva evidenziato la mancanza di gravi indizi a supporto della tesi dell’accordo. La Cassazione ha ripetuto sostanzialmente la mancanza di elementi concreti a supporto di un legame tra le parti, anzi dalle conversazioni esaminate risulta un rapporto contrastato tra le parti.