antica cittadella
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REGIONALE - Un grave episodio di violenza si è verificato ieri mattina, venerdì, nel carcere di Avellino durante i colloqui tra detenuti e familiari. A darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) per voce del vicesegretario regionale per la Campania, Marianna Argenio.

L'aggressione

Secondo quanto riferito, nel corso di un colloquio tra una madre e i suoi due figli – uno dei quali detenuto – il personale di Polizia Penitenziaria ha notato un passaggio sospetto tra i due fratelli. Intervenuto per effettuare i controlli, un Assistente Capo Coordinatore del Corpo è stato improvvisamente e violentemente aggredito da entrambi.

Il poliziotto, ferito, è stato immediatamente soccorso e trasportato in ambulanza al pronto soccorso del vicino ospedale per le cure del caso.

Trovato un cellulare

A seguito degli accertamenti, gli agenti hanno rinvenuto un telefono cellulare completo di caricabatterie, presumibilmente oggetto dello scambio illecito. Inoltre, il detenuto è stato trovato in possesso di sostanza stupefacente.

Il SAPPE ha espresso “la più ferma e sincera solidarietà” al collega aggredito, augurandogli una pronta guarigione, e ha rivolto un plauso al personale intervenuto per la gestione della situazione critica con professionalità e senso del dovere.

“Basta con queste barbare violenze, basta con queste gravi situazioni di rischio!”, ha dichiarato il segretario generale del SAPPE, Donato Capece. “Rivendichiamo tutele e garanzie funzionali, nuovi strumenti che migliorino il servizio della Polizia Penitenziaria: bodycam e Taser su tutti, nuovi protocolli operativi e soprattutto tutele legali. La situazione nel carcere di Avellino è al limite della sopportazione”.

Il sindacato denuncia condizioni operative sempre più difficili per il personale: “Prevediamo un’estate di fuoco se non si prenderanno immediatamente provvedimenti concreti e risolutivi. Il personale è allo stremo e, pur lavorando oltre 10-12 ore al giorno, non riesce più a garantire i livelli minimi di sicurezza”.

“Non è più rinviabile – conclude Capece – dotare al più presto anche la Polizia Penitenziaria del taser e di ogni altro strumento utile a difendersi dalla violenza di delinquenti che non hanno alcun rispetto delle regole e delle persone che rappresentano lo Stato”.