antica cittadella
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MADDALONI – Il movimento politico “Riscossa di Maddaloni” torna a far sentire la propria voce sul tema dell’ospedale

Il movimento ha ribadito la propria intenzione di vigilare sui lavori all’interno della struttura chiamando parallelamente ad una mobilitazione generale di tutte le forze politiche, sociali e culturali della città. Per questo il movimento attraverso la voce del coordinatore avv. Franco Roberti ha diffuso un appello rivolto all’intera città.

Un latente pessimismo

“La problematica relativa alla riapertura completa dell'Ospedale civile di Maddaloni mostra il verso a tutta una serie di considerazioni politiche e/o sociali – ha dichiarato Roberti - Più esattamente, a fronte di un impegno serio profuso dai nostri maggiori rappresentanti istituzionali - più esattamente identificati nella persona del Sindaco attuale Andrea De Filippo e del nostro consigliere regionale Vincenzo Santangelo, ed a fronte dell'impegno profuso dal costituito “Comitato pro Ospedale”, pur tuttavia è emerso una disaffezione ed un latente pessimismo da parte dell'opinione pubblica maturato nei confronti di tale problema.

Se è pur chiaro che i nostri rappresentanti istituzionali hanno, indubbiamente, il compito oneroso di far valere i diritti della propria comunità in ambiti ad acta previsti, vero è pure che alle loro spalle ci sarebbe bisogno di un esercito fatto di associazioni di opinioni, di semplici cittadini che, consci dell'importanza vitale di riavere a Maddaloni un ospedale pienamente funzionale, darebbero ai nostri rappresentanti un appoggio decisivo per far fronte agli attacchi e/o voci, più o meno volute, che stanno in questo periodo arrivando da più parti e tendenti a depauperare il nostro ospedale dei pochi reparti operativi già in essere.

La chiamata alla battaglia

Chiacchiere da bar e discorsi fatti tra una partita ed un'altra, certamente non aiutano i nostri rappresentanti ad effettuare una battaglia di civiltà: si perchè di questo si tratta, di una battaglia di civiltà. Gli ospedali vicini sono al collasso; in special modo l'ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

A noi serve il coagulo di tutte le forze politiche sia di maggioranza che di opposizione, forze associative, laiche e religiose di Maddaloni. Occorre un'armoniosa condivisione di idee e di azioni da approntare: una sorta di chiamata d'armi per una battaglia che si deve e si dovrà vincere con l'ausilio di tutti.

Se tutto ciò non dovesse accadere ci troveremo a Maddaloni a dover fare i conti con un'importante perdita ed i cui sconfitti saremo tutti noi come cittadini ed utenti sfortunati di una sanità ormai depauperata della propria funzione: il silenzio degli innocenti non porterà a nulla di costruttivo”