antica cittadella
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MARCIANISE – E’ un appello che sembra inascoltato quella della candidata a sindaco di Marcianise Maria Luigia Iodice, leader del campo largo. 

La proposta del patto etico

Nei giorni scorso l’ex consigliera regionale aveva avanzato una proposta, un appello agli avversari politici di questa campagna elettorale: quella di un patto etico affinchè i toni e i metodi della contrapposizione politica non sfociassero in atteggiamenti aggressivi. Un appello che purtroppo è rimasto lettera morta come ribadito in un post dalla Iodice: “Alla nostra proposta, più volte già anticipata, di stringere un patto etico in città — necessario a ripristinare quel minimo di normalità utile a favorire un confronto civile tra cittadini, politica e ciò che resta dei cosiddetti corpi intermedi — il candidato dell’altra parte ha risposto con una domanda che, francamente, non era ciò che ci aspettavamo. Anziché offrire un contributo e chiarire se davvero condividesse l’esigenza di un accordo per evitare contrapposizioni sterili, linguaggi aggressivi e l’utilizzo di vicende personali e professionali — cioè della sfera privata che anche gli amministratori devono poter avere — la sua risposta rappresenta esattamente il motivo per cui abbiamo avanzato questa proposta”.

Le offese dagli avversari

La risposta della controparte si è ravvisata in alcuni piccoli atteggiamenti che testimoniano al tempo stesso una mancanza di correttezza dal punto di vista professionale ed umano: “Abbiamo parlato di patto etico proprio perché negli anni si è sviluppato un linguaggio e una modalità di confronto che rispecchiano pienamente il modello utilizzato nel suo intervento. Il patto etico, infatti, è esattamente il contrario di ciò che lui ha fatto in questa circostanza. Cosa non si deve fare? Esattamente ciò che è stato fatto: insinuare che una professionista stimata da tutta la città — come cittadina e come medico — e divenuta per questo un punto di riferimento anche in politica, debba chiarire se, nello svolgimento della propria professione, agisca con finalità politiche.  Oppure chiamare il proprio concorrente utilizzando l'articolo dinanzi al nome: 'la Marialuigia ', per sminuirla, per sottrarle autorevolezza, deligimittarla, con una confidenza che si usa quando si ha un rapporto di familiarità con l'interlocutore in un contesto che non è certamente questo. Situazioni di questo tipo devono essere bandite dal dibattito pubblico.  Sarebbe come chiedere a una professoressa se assegna voti in base alle preferenze elettorali dei genitori degli alunni; oppure a un vigile urbano se fa multe in funzione delle scelte politiche dei cittadini; o ancora a un geometra se ottiene incarichi in cambio di voti, o a un dirigente se chiude un occhio nei controlli per ottenere consenso”.

L'importanza di un comportamento adeguato

Nonostante questo la Iodice è convinta della validità di questo patto etico che è rivolto non solo a chi si è gettato nella mischia della campagna elettorale per le comunali, ma anche e soprattutto per i cittadini che hanno bisogno di esempi positivi e soprattutto di una politica che sia guida per il miglioramento sociale: “Un patto etico significa esattamente questo: eliminare dalla grammatica politica, dalla dialettica e dal confronto civile della comunità questi mezzucci, cioè l’uso dell’insinuazione che, soprattutto attraverso i social, si trasforma facilmente in “verità”. Sono strumenti tipici del populismo e della demagogia, di cui Marcianise non ha più bisogno e che ha già respinto senza esitazioni. Lo dimostrano chiaramente anche questi primi venti giorni di campagna elettorale e il gradimento raccolto proprio in questo spazio virtuale che, pur con tutti i suoi limiti, riesce comunque a intercettare il sentimento delle persone”.