Immobili e stabilimenti abusivi sul litorale: sequestri a camorristi e imprenditori
Il primo bilancio dell'azione della Procura negli ultimi due anni

CASTEL VOLTURNO/CELLOLE/SESSA AURUNCA/MONDRAGONE - Decine tra immobili, stabilimenti balneari e attività economiche abusivi sequestrati a camorristi e imprenditori, con migliaia di metri quadrati di costa restituiti alla collettività, e messi a disposizione della "buona politica" perché ne curi il rilancio.
Il bilancio dell'azione sul litorale
E' il resoconto dell'azione giudiziaria strutturale effettuata negli ultimi due anni sul litorale casertano - comuni di Castel Volturno, Mondragone, Sessa Aurunca e Cellole - e coordinata a livello distrettuale dal procuratore generale presso la Corte d'Appello di Napoli Aldo Policastro di intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (procuratore Pierpaolo Bruni). Un'azione mirata contro l'abusivismo demaniale marittimo e l'illegalità diffusa portata avanti in modo sinergico da Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Carabinieri e Guardia Costiera; una prima volta a livello nazionale per un intero tratto costiero, di cui oggi si è dato conto nel corso della conferenza stampa tenutasi negli uffici della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e convocata per illustrare i risultati conseguiti proprio durante tali attività, che ovviamente proseguono.
80 immobili abusivi sequestrati
Tra i dati più emblematici quello degli 80 immobili abusivi realizzati vicini al mare su aree demaniali e sequestrati a Castel Volturno, in località Bagnara; tra questi rientrano le 43 case realizzate senza alcuna autorizzazione dagli esponenti del clan camorristico Belforte di Marcianise, che si erano fatti il loro privato villaggio vacanze.
