Riciclaggio e fatture false, diciotto condanne dopo inchiesta nel Casertano
L'operazione 'On Air" è stata portata avanti dalla Direzione Investigativa Antimafia
CASERTA - Diciotto condanne in abbreviato, fino a un massimo di 8 anni e 8 mesi e sette patteggiamenti, con la pena più alta a 4 anni e 4 mesi. E' quanto ha stabilito il Gup del Tribunale di Bologna, Nadia Buttelli, per gli imputati finiti a processo in seguito all'operazione 'On Air' condotta lo scorso marzo dalla Direzione investigativa antimafia con il supporto di carabinieri e guardia di finanza e diretta dal pm Roberto Ceroni, contro un presunto giro di riciclaggio e fatture false che avrebbe coinvolto soprattutto imprese del settore dell'edilizia e delle costruzioni.
L'indagine che interessò anche il Casertano
L'indagine, avviata nel 2019 da una segnalazione per operazione sospette arrivata dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, interessò anche le province di Modena, Roma, Napoli e Caserta. I reati contestati a vario titolo agli imputati condannati sono associazione a delinquere, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori e favoreggiamento. Il Gup ha stabilito anche la confisca di cinque società, due con sede a Roma e tre nel Bolognese.
I provvedimenti dell'epoca
All'epoca gli indagati furono 27 e per 10 di loro il Gip Claudio Paris emise misure cautelari: 4 finirono ai domiciliari, 5 ricevettero l'obbligo di dimora, mentre per l'ultimo, un impiegato delle Poste in un ufficio della bassa bolognese venne disposta la sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio.
