antica cittadella
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Da sinistra a destra: il padre Marco Iannitti, la vittima Vincenzo Iannitti, il killer Victor Uratoriu
Da sinistra a destra: il padre Marco Iannitti, la vittima Vincenzo Iannitti, il killer Victor Uratoriu

SESSA AURUNCA – “Vincenzo ti punirà e farà giustizia di te”. E’ questa una delle frasi con cui Marco Iannitti, il papà di Vincenzo, il giovane di 20 anni della frazione di San Castrese a Sessa Aurunca ucciso a coltellate, replica alle dichiarazioni del killer ed amico del figlio Victor Uratoriu che nella giornata di giovedì davanti al gip aveva chiesto scusa per quanto commesso.

Un pentimento che non convince

Un pentimento che naturalmente, almeno in questa fase, non convince per nulla il genitore di Vincenzo per il quale tutto sarebbe collegato alla paura dell’azione della giustizia. Per Marco, che ha affidato ad un post sui social la sua replica, nulla di quanto fatto dal 19enne rappresenta un pentimento: “Un mio pensiero va al Mostro che ha ucciso mio figlio. Ascolta Victor, il tuo pentimento arriva solo dalla paura che provi, perché nel tuo essere mostro, sei pienamente consapevole, che il tuo tentativo di occultare il povero corpo di mio figlio, non t'è riuscito”.

Le colpe

Il 19enne dopo aver ucciso Vincenzo ha nascosto il corpo dell’amico in un sacco di plastica, messo in una cantinola. Solo dopo un mese c’è stata la scoperta del cadavere. Nel frattempo il 19enne si sarebbe lasciato andare anche a delle informazioni fuorvianti circa quanto avvenuto, lasciando intravedere un tentativo di depistare le ricerche: “Lo hai nascosto per un mese, sotto delle macerie, dentro un sacco di plastica – continua Marco Iannitti - Ed hai più volte provato a smembrarlo con un badile, volevi farlo a pezzi, e portarlo via un pò alla volta, perché così intero, non avresti potuto. E sei pienamente consapevole, che se tu fossi riuscito nel tuo intento, avremmo cercato, per sempre Vincenzo, senza mai più trovarlo. E tu saresti stato libero di continuare ad essere il mostro che sei, e non un infermo mentale”.

Marco Iannitti sottolinea la mancanza di logica tra quanto fatto dal killer e le sue parole di pentimento ripercorrendo le macabre e oscene azioni messe in atto dopo l’accoltellamento del figlio: “Tu sei intelligente, pienamente consapevole di ciò che hai fatto, perché subito dopo aver accoltellato mio figlio, e scaraventato giù per 12 metri, forse ancora vivo, ti sei presentato in ospedale, con delle ferite, che tu stesso ti sei procurato. E il tuo essere mostro, e la tua lucidità, hanno portato te a mettere sui social la foto delle tue ferite ,e con vanto da mostro ti sei autoproclamato "Invincibile" "Soy Invincibile". Ti senti Invincibile, per aver ammazzato un ragazzino che era la metà di te, piccolino, serio, grazioso, amico di tutti, buono, bello come il sole, gentile con tutti. Mostro maledetto, ti mostrerò io cosa significa essere invincibili”. 

La condanna

La condanna più grave per il 19enne secondo papà Marco sarà quella della consapevolezza: “Ti mostrerò l'invincibiltá dell'anima in cielo di mio figlio, che ti distruggerà come il più potente dei rimedi, nei confronti del peggior dei parassiti. Vincenzo ti rilegherá a vita, nella peggiore delle prigioni, e cioè quella della tua intelligenza, che sa di aver fallito nel suo atto immondo. Vincenzo ti punirá maledetto mostro. Vincenzo ti punirá. Farà giustizia di te. Perché non può parlare più in terra,ma da lassù, guiderà tutti noi a relegarti per sempre nella tua mente criminale di mostro il quale sei. Insieme per Vincenzo. Insieme per la verità”.