antica cittadella
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SANTA MARIA A VICO – Nuova udienza del processo per la morte della piccola Aurora Savino, trovata senza vita nella culla nella casa dei genitori il 2 settembre 2023 a Santa Maria a Vico. Sul banco degli imputati ci sono i due genitori della piccola Emanuele e Anna Gammella.

Le dichiarazioni del medico legale

In Corte d’Assise, presieduta da Marcella Suma, è stato ascoltato il medico legale Giuseppe Addeo, consulente della Procura. Stando alle dichiarazioni del professionista, la piccola Aurora presentava un trauma cranico facciale, con ecchimosi frontali sinistre e fratture dell’orbita sullo stesso lato, oltre ad ustioni di primo e secondo grado sull’addome, sul torace e un ematoma subdurale oltre che una polmonite. La causa della morte avanzata dal medico legale è quella di un arresto cardiaco legato a quattro fattori incidenti: le ustioni, la polmonite, le fratture e l’ematoma. Un punto chiave delle dichiarazioni del teste è sicuramente quella relativa alla frattura e al trauma orbito facciale che potrebbero essere state causate da un pugno. 

Si torna in aula nel mese di febbraio. 

I fatti

Aurora fu trovata morta nella culla con ustioni ed ecchimosi sull'addome, le gambe e i piedi; i genitori riferirono ai carabinieri che la bambina si era scottata durante un bagnetto la sera prima a causa di un getto di acqua bollente uscito per errore dal rubinetto, ma l'esame autoptico effettuato sul corpo della piccina e le immediate indagini dei carabinieri, che visionarono i messaggi scambiatisi dalla coppia in chat, diedero forza ai sospetti iniziali e portarono all'arresto dei due genitori nel novembre dello stesso anno per omicidio aggravato. 

Un quadro agghiacciante

Emerse un quadro agghiacciante, con la giovane coppia, che già aveva altri due figli - dopo il delitto i bimbi furono subito affidati ad una comunità - ritenuta dagli inquirenti (sostituto Stefania Pontillo della Procura di Santa Maria Capua Vetere) direttamente responsabile della morte della neonata, che sarebbe stata colpita violentemente dal padre, che le provocò una doppia frattura al cranio e al viso e un grosso e visibile ematoma; condotte violente unite alle ustioni provocate alla piccola dall'acqua bollente.