antica cittadella
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REGIONALE - Ancora una volta la professionalità, l’esperienza e il fiuto investigativo della Polizia Penitenziaria si sono rivelati determinanti all’interno della Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.

Beccato con la droga nelle mutande

“Nella giornata di venerdì 2 gennaio, durante i consueti controlli agli ingressi, il personale di Polizia Penitenziaria, insospettito da alcuni movimenti anomali di un uomo – padre di un detenuto – ha deciso di procedere a verifiche più approfondite. L’intuizione degli agenti si è rivelata fondata: l’uomo aveva occultato nelle parti intime un ingente quantitativo di droga, presumibilmente destinata all’introduzione all’interno dell’istituto penitenziario”.A dare la notizia è Marianna Argenio, vicesegretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che precisa che l’uomo “è stato associato alla Casa Circondariale di Napoli Poggioreale, come disposto dall’Autorità Giudiziaria”. 

Il primo arresto dell'anno

“Si tratta del primo arresto dell’anno 2026 effettuato all’interno dell’istituto partenopeo grazie all’attività della Polizia Penitenziaria”, prosegue la sindacalista. “Il SAPPE esprime vivo apprezzamento per l’operato del personale in servizio, che nonostante le croniche carenze di organico e le difficili condizioni operative, continua a garantire sicurezza, legalità e contrasto all’introduzione di sostanze illecite negli istituti penitenziari. Questo ennesimo episodio dimostra quanto sia fondamentale il ruolo della Polizia Penitenziaria nella tutela dell’ordine e della sicurezza all’interno delle carceri”.  Per questi, conclude Argenio, “il SAPPE ribadisce la propria vicinanza a tutte le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di Napoli Poggioreale, che con senso del dovere e spirito di sacrificio continuano a operare quotidianamente in prima linea”.

Donato Capece, segretario generale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, sottolinea come il personale di Polizia Penitenziaria sia costantemente impegnato nel contrasto all’introduzione di telefoni cellulari e droga nelle carceri. Evidenzia che questi tentativi sono in aumento a livello nazionale e l’operazione citata dimostra la professionalità del Corpo, che agisce con dedizione sia nella sicurezza sia nell’opera di rieducazione. Ricorda inoltre che il lavoro svolto in carcere spesso non riceve visibilità mediatica; perciò, invita le istituzioni a investire in sicurezza per migliorare le condizioni delle strutture penitenziarie. “Il Corpo di Polizia Penitenziaria”, conclude, “rappresenta un pilastro nella lotta alla criminalità sia dentro sia fuori dal carcere, a Napoli e nell’intera Nazione”.