Corruzione, chiesto l'arresto per consigliere regionale
Il pm Urbano ha avanzato la richiesta la misura cautelare della custodia in carcere per Giovanni Zannini. Divieto di dimora per gli imprenditori Griffo. Stralciata la posizione dell'imprenditore Campoli

MONDRAGONE. Il consigliere regionale Giovanni Zannini, noto per il suo impegno politico a Mondragone, si trova ora al centro di un'inquietante inchiesta che potrebbe portarlo direttamente in carcere. Il pubblico ministero Giacomo Urbano della Procura di Santa Maria Capua Vetere ha infatti chiesto la misura cautelare della custodia in carcere nei suoi confronti, mettendo in luce una serie di accuse gravi che, se verificate, potrebbero compromettere irrimediabilmente la sua carriera.
Il pm Urbano ha avanzato la richiesta la misura cautelare della custodia in carcere per Giovanni Zannini
Le indagini, condotte dai carabinieri del gruppo di Aversa, hanno rivelato irregolarità nel rilascio del permesso a costruire per un nuovo impianto produttivo: uno stabilimento caseario destinato alla produzione di mozzarelle, sostenuto dagli imprenditori Paolo e Luigi Griffo. Secondo quanto emerso, il permesso sarebbe stato concesso dal Comune di Cancello ed Arnone senza la necessaria Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA), richiesta rigorosa soprattutto considerando che l'impianto sorgerebbe in prossimità dell'alveo del fiume Volturno, un'area sotto tutela ambientale.
Divieto di dimora per gli imprenditori Griffo
Ma come sono stati in grado di eludere questa normativa? Zannini e i Griffo avrebbero trovato una via per aggirare l’assenza della VINCA, già segnalata dall'Ufficio Speciale delle Valutazioni Ambientali della Regione Campania. Con un abile gioco di deleghe, avrebbero persuaso il Comune di Cancello ed Arnone a richiedere alla Regione la delega in materia, impostando una convenzione con il Comune di Castello del Matese, dove una Commissione Ambiente doveva occuparsi del caso.
Tuttavia, la Commissione Ambiente non avrebbe svolto un’adeguata istruttoria sulla richiesta avanzata dalla società, accettando senza battere ciglio un parere di non assoggettabilità a VINCA, malgrado le evidenti carenze dello studio ambientale presentato. A rendere la situazione ancora più complessa, una relazione tecnica asseverata, preparata da tecnici di parte, sembrava confermare che i lavori fossero “da realizzare”, nonostante l’impianto fosse già in funzione!
Stralciata la posizione dell'imprenditore Campoli
Grazie a questo meccanismo illusorio, gli imprenditori sono riusciti a ottenere circa 4 milioni di euro da Invitalia S.p.A., gran parte dei quali sotto forma di anticipazioni a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Ma il coinvolgimento di Zannini non si ferma qui: si parla di una gita sullo yacht "Camilla" in cambio della sua assistenza, e di due motorini ricevuti dall'imprenditore Alfredo Campoli per un appalto a Teano.
L'aria è tesa anche per Enzo Iodice, direttore sanitario dell'Asl di Caserta, le cui dimissioni sarebbero state influenzate dallo stesso Zannini. Ora, il consigliere regionale e i due imprenditori Griffo dovranno affrontare un interrogatorio preventivo dal gip, previsto per il 4 febbraio, assistiti dai loro legali.
Una vicenda intricata che getta un’ombra pesante sui rapporti tra politica e affari, richiamando l'attenzione su quanto possa essere sottile il confine tra opportunità e illegalità nel nostro sistema. Resta da vedere come si dipaneranno i fili di questa storia e quale sarà il futuro del consigliere Zannini.

