Postazioni senza medico e personale a rischio aggressioni: la denuncia
Le parole di un infermiere casertano: "In queste condizioni non si può garantire un'assistenza adeguata"
CASERTA – Postazioni senza medico ed il personale sempre più a rischio di aggressioni. E’ questa la denuncia di un infermiere del 118 casertano raccolta dalla pagina specializzata “Nessuno tocchi Ippocrate”.
La denuncia
Sembra, da quanto racconta questo operatore, che la situazione difficile e disagevole, sia costante da oltre un anno: “Sono un infermiere operante in automedica sul territorio casertano. Le scrivo per far presente una situazione che perdura ormai da oltre un anno e che, per noi operatori, è divenuta insostenibile.
La postazione presso cui presto servizio risulta quasi costantemente demedicalizzata, con la conseguenza che siamo frequentemente costretti a effettuare interventi in assenza del medico e quindi in totale solitudine, talvolta anche su codici rossi. Tale condizione è stata segnalata più volte, ma ad oggi non ha trovato alcun riscontro concreto. Ritengo che una simile organizzazione, a mio avviso di estrema gravità, non abbia riscontro in altre realtà italiane.
Lei conosce bene le difficoltà legate al lavoro in emergenza-urgenza e può facilmente immaginare quanto sia complesso e rischioso gestire interventi critici in completa autonomia. Il territorio in cui operiamo, è un territorio molto difficile. In numerose occasioni io e i miei colleghi ci siamo trovati in situazioni potenzialmente pericolose, con il concreto rischio di aggressioni”.
“Non si può garantire un'assistenza adeguata”
In un clima del genere, risultano vane le tutele legale per gli operatori che ormai non si sentono più al sicuro: “Gli interventi vengono svolti in solitaria sia di giorno che di notte e, con franchezza, temiamo seriamente per la nostra incolumità. Veniamo inoltre attivati su eventi di elevata complessità, quali codici rossi traumatici (incidenti stradali) e arresti cardiocircolatori, come accaduto più volte nel corso della stagione estiva sulle spiagge. In tutte queste circostanze ci siamo trovati ad operare sempre da soli, peraltro senza la possibilità di effettuare il trasporto nei casi più critici. La situazione è divenuta fortemente frustrante e logorante, sia dal punto di vista professionale che personale. È evidente che, in tali condizioni, non siamo in grado di garantire un’assistenza adeguata né possiamo continuare a esporci a rischi per la nostra sicurezza. Il nostro unico obiettivo è poter svolgere il nostro lavoro in condizioni di sicurezza e serenità”.

