antica cittadella
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CASERTA – Ieri per la Reggia di Caserta non è stata semplicemente la prima Domenica al Museo del 2026, ma è stata anche l’occasione di diventare palcoscenico di una protesta ambientalista.

La manifestazione

Cittadini, volontari e associazioni si sono ritrovati davanti al palazzo reale per protestare contro l’abbattimento di 750 lecci all’interno del Parco reale. La manifestazione è stata organizzata dalla Lipu Caserta, con a capo Matteo Palmisano, ma ha registrato la partecipazione del deputato dei Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli, il consigliere regionale Raffaele Aveta, con gli esponenti di Europa Verde Rosario Pugliese e Francesco Mincione. Erano inoltre presenti le associazioni Legambiente, ItaliaAmbiente, Rete norigass no GNL, Alberi Ribelli, Movimento Blu, Pax Christi per la salvaguardia del creato, Gruppo 31 agosto, Elsa Castel Volturno, Onda, Fiab, Centro Sociale ex Canapificio, Italia Nostra Caserta, UISP, Arci e Arcipelago, Roller. 

Le parole di Borrelli

Il deputato Borrelli in particolare ha sottolineato come la decisione di abbattere questi alberi si incomprensibile “alla luce di due perizie tecniche che attesterebbero come gli esemplari effettivamente malati siano meno del 10% del totale – ha dichiarato Borrelli - I beni ambientali e storici come i lecci del Parco della Reggia di Caserta vanno tutelati, non abbattuti. Il verde si cura, non si distrugge per poi ripiantarlo come se fosse intercambiabile. Qui non parliamo di alberi qualunque, ma di un patrimonio identitario, paesaggistico e storico di valore inestimabile. Intanto resta ancora senza risposta l’interrogazione parlamentare presentata lo scorso novembre e indirizzata al ministro della Cultura Giuli, con cui si chiedevano chiarimenti sulle motivazioni e sulle basi scientifiche di un intervento così radicale. Un silenzio che aggrava ulteriormente una vicenda che merita invece attenzione istituzionale e un confronto pubblico serio. La mobilitazione di oggi dimostra che cittadini e associazioni non sono disposti ad accettare decisioni calate dall’alto che mettono a rischio il patrimonio ambientale e storico del Paese”.

Le critiche all'iniziativa

La manifestazione ha però attirato anche critiche come quella dell’ex capogruppo e consigliere comunale di Fratelli d’Italia Pasquale Napoletano: “Quanto avvenuto in queste ore attorno alla vicenda dei lecci della Reggia di Caserta, e in particolare l’attacco violento e volgare portato da un rappresentante politico, impone una riflessione seria sul livello del dibattito pubblico e sul rispetto dovuto alle istituzioni dello Stato. La Reggia di Caserta, in questi anni di lavoro, ha dimostrato di poter essere non solo uno dei luoghi più belli e simbolici d’Italia, ma anche un modello di gestione del patrimonio culturale fondato su cura, responsabilità e competenza. Un luogo in cui la tutela non è mai stata affidata all’improvvisazione o alla propaganda, ma a un metodo rigoroso, basato sulla ricerca scientifica, sul confronto con il mondo accademico e sulla consapevolezza della complessità che un sito come questo richiede. I risultati anche in termini di credibilità internazionale, di decoro, di fascinazione sono sotto gli occhi di tutti.  Il caso del patrimonio naturale del Parco Reale, e in particolare del viale dei lecci, dimostra quanto sia delicato amministrare un bene che è insieme storico, paesaggistico, ambientale e simbolico. Affrontare questi temi significa assumersi la responsabilità di decisioni difficili, fondate su studi, monitoraggi e valutazioni tecniche, non su slogan o semplificazioni. Questo modo serio e strutturato di operare dà fastidio in un contesto territoriale difficile e in città devastata come Caserta. Disturba l’idea che un grande patrimonio del Sud possa essere governato con competenza, visione e rigore scientifico, senza cedere a pressioni o strumentalizzazioni. Colpire in modo scomposto e offensivo il Ministero della Cultura e le strutture che operano sul territorio non è solo sbagliato: è un atteggiamento che non fa onore a chi ricopre un ruolo pubblico e che rivela una preoccupante superficialità su temi che richiederebbero invece studio, rispetto e senso delle istituzioni”.