antica cittadella
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Immagine di repertorio
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CASERTA - Un diciannovenne residente a Pavia al centro di una rete suprematista e neonazista con "propaganda di contenuti del medesimo tenore, fondati anche sulla minimizzazione della Shoah e sull'apologia del genocidio del popolo ebraico". 

Nove minorenni nella rete

Ora il ragazzo è ai domiciliari ma le analisi delle Digos milanese e pavese sui profili social e sulle chat usate per la propaganda hanno portato a 14 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti giovani estremisti, di cui 9 minorenni, indagati a vario titolo per gli stessi reati e residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Materia, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino. 

Le chat

Il gruppo si parlava su una piattaforma di instant messaging, costituita e gestito dall'arrestato e facilmente accessibile da chiunque, denominato "Chat Terza Posizione", esplicito richiamo alla nota omonima formazione eversiva degli anni '70. Nella chat veniva esaltati autori di gravi attentati di matrice suprematista (come Brenton Tarrant, autore della strage di Christchurch nel marzo 2019); c'erano poi riferimenti alla cosidetta "white jihad", che collega elementi dell'estrema destra radicale neonazista e altri riconducibili al terrorismo di matrice jihadista, "accomunati entrambi dal marcato antisemitismo".