CASERTA - L'incrocio dei dati rilevati sui moduli utilizzati dai beneficiari per richiedere il credito con i valori riportati nei relativi bilanci di esercizio e nei quadri dichiarativi, quando presenti, ha fatto emergere come numerose imprese avessero trasmesso false attestazioni all'Agenzia delle Entrate, indicando di aver conseguito aumenti di capitale, in realta' mai realizzati. 

Le verifiche

L'approfondimento, inoltre, della posizione di alcune persone, spesso ricorrenti nella loro qualita' di firmatari dei moduli, come pure dei dati temporali riportati, talvolta antecedenti alla data di inizio dell'attivita' dell'impresa, ha confermato la condotta illecita paventata, evidenziando un "elevato dispendio" di risorse pubbliche da frenare con tempestivita'. Al termine delle indagini, sono state ricostruite 800 posizioni irregolari relative a altrettante societa' e attivita' d'impresa, riconducibili a 594 persone fisiche, oltre la meta' delle quali residenti in Campania e anche nel Casertano, ritenute responsabili del reato di truffa aggravata ai danni dello Stato per aver trasmesso all'Agenzia delle Entrate moduli con dati fittizi, per ottenere un credito poi ceduto a terzi, alimentando cosi' il "mercato nero" dei crediti fiscali da cedere alle imprese maggiormente esposte con il fisco. La tipologia di frode scoperta nel corso delle indagini, presenta tratti similari a quelli delle truffe in materia di agevolazioni concesse per ristrutturazioni edilizie. 

La misura SuperAce

La misura cosiddetta SuperAce e' stata introdotta nel 2011 per incentivare il processo di patrimonializzazione delle imprese italiane connotate da una scarsa consistenza economica ed e' stata poi oggetto di revisione con il Decreto "Sostegni bis", che ne ha rafforzato gli effetti, prevedendo un coefficiente di remunerazione incrementato al 15%, in luogo dell'1,3% ordinario, nonche' la fruizione dell'agevolazione anche sotto forma di credito cedibile a terzi. In particolare, l'attivita' di indagine ha riguardato la fascia di erogazione del credito inferiore e prossima ai 150.000 euro, attesi i piu' stringenti obblighi di certificazione imposti dal Codice antimafia per la fruizione di erogazioni pubbliche da parte delle imprese italiane che superino tale soglia.