Voto di scambio, Marrandino rompe il silenzio: "Non mi dimetto"
Il sindaco in un lungo post ha dato la sua versione sull'inchiesta: "E' un'azione politica contro chi governa oggi"
CASTEL VOLTURNO – Rompe il muro di silenzio innalzato subito dopo la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino.
Il sindaco rompe il silenzio
Il primo cittadino, indagato per voto di scambio, ha voluto ripercorrere le ragioni dell’inchiesta giudiziaria avviata dalla Procura associandole alle voci diffuse da chi rema contro all’amministrazione: “In queste ultime ore ho scelto il silenzio, non per paura, non per strategia, ma semplicemente per rispetto. Rispetto per le Istituzioni, per la Magistratura, per le Forze dell’Ordine, per i Cittadini di Castel Volturno e per la verità dei fatti. Oggi, dopo aver finalmente potuto accedere agli atti insieme al mio legale, sento il dovere di parlare con chiarezza. Quello che è stato raccontato in queste ore come un “terremoto giudiziario” nasce subito dopo le elezioni amministrative del giugno 2024, da una serie di denunce e segnalazioni presentate da chi quelle elezioni le ha perse. Spesse volte si parla di vox populi, non di fatti. Di chi ha provato in ogni modo a scambiare il pettegolezzo per prova, l’insinuazione per riscontro, la calunnia per denuncia. Come se non bastasse, da questi comportamenti è emerso anche l’utilizzo di messaggi vocali e conversazioni strumentalizzate, inviati come vere e proprie trappole a persone ignare, con l’unico scopo di tirare fuori dalla bocca frasi, mezze parole, interpretazioni che spesso nemmeno volevano essere dette. Conversazioni sotto molti profili artatamente fatte per alimentare fatti e circostanze in ogni caso prive di riscontro e spesso smentite dagli ignari terzi coinvolti.
Ancora più grave è che tra questi soggetti vi siano anche professionisti del mondo forense, persone che per ruolo e competenza dovrebbero conoscere il peso delle parole e le conseguenze degli atti, e che invece si sono permessi la leggerezza e il lusso di parlare per “voce di popolo”, contribuendo a sputare fango su di me e sulla mia amministrazione senza alcun fondamento oggettivo. Sono gli stessi che oggi, con sorprendente leggerezza, mi chiedono le dimissioni, dopo aver generato loro stessi questo clima, questi rischi, questa tempesta che si è abbattuta sull’intera città.
A fronte di queste segnalazioni, la Magistratura giustamente e per atto dovuto ha avviato indagini, controlli, intercettazioni, perquisizioni. È così che legittimamente funziona uno Stato di diritto. E io non ho mai messo e non metterò mai in discussione il lavoro degli Inquirenti, nei quali continuo ad avere piena fiducia.
Dopo mesi e mesi di approfondimenti investigativi, è naturale che, ampliando il perimetro delle verifiche e mettendo sotto osservazione l’intera attività amministrativa, siano emersi alcuni profili dell’azione quotidiana da chiarire. Si tratta di aspetti amministrativi sui quali la magistratura ha ritenuto legittimo fare luce e rispetto ai quali forniremo ogni chiarimento nelle sedi opportune, con la massima serenità, con l’ausilio dei nostri legali e di tutta la documentazione necessaria. È un passaggio fisiologico in qualunque indagine ampia e complessa, e verrà affrontato con trasparenza e rispetto delle Istituzioni”.
Un polverone alimentato dall'opposizione
Non un’inchiesta giudiziaria autonoma, ma un polverone alimentato da finalità di opportunismo politico secondo il sindaco Marrandino: “Ma oggi, leggendo quelle carte, emerge una verità che non può più essere ignorata, questa indagine affonda le sue radici in un’azione politica, portata avanti da una ristretta cerchia di soggetti dei vari schieramenti che non hanno accettato il verdetto democratico delle urne e hanno scelto di trascinare Castel Volturno in una bolgia giudiziaria pur di colpire chi governa”.
Niente dimissioni
Tenendo conto di queste sue ipotesi, il sindaco ha chiarito che non intende minimamente rassegnare le dimissioni, anzi si dichiara pronto a continuare a lavorare al servizio della comunità di Castel Volturno. “Nelle scorse ore, lo ammetto, il pensiero delle dimissioni mi ha sfiorato. Non per senso di colpa, ma per senso di responsabilità. Io, come molti membri della mia amministrazione, abbiamo famiglie, lavoro, imprese, professioni, e abbiamo scelto di mettere tutto in secondo piano per provare a cambiare davvero questa città. È stato però solo un momento di umano sconforto perché non si può buttare tutto questo lavoro. In quasi due anni di amministrazione abbiamo dimostrato che si può fare, che questa terra può rialzarsi, che Castel Volturno può tornare a credere in sé stessa. Non possiamo permettere che tutto venga spazzato via. Non possiamo spegnere ancora una volta le speranze dei cittadini, costringerli a ripartire da capo. Continuerò a guidare questa città, a difendermi nelle sedi opportune, affidandomi con serenità e fiducia al lavoro della Magistratura, certo che la verità verrà fuori e certo pure che ci saranno sicuramente altri articoli, altri passaggi giudiziari, altri momenti difficili da superare”.
