Truffa e corruzione, dirigente della Regione coinvolto nelle dimissioni di un manager dell'Asl
Un altro indagato nell'inchiesta che ha portato all'obbligo di dimora per il consigliere Zannini e i due imprenditori Griffo
MONDRAGONE/CASERTA - Nell'inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere delegata ai carabinieri che ha portato a misure cautelari del divieto di dimora nei confronti del consigliere regionale di Forza Italia Giovanni Zannini e degli imprenditori Paolo e Luigi Griffo, risulta indagato anche Antonio Postiglione, responsabile della Direzione generale, tutela della salute e coordinamento della Regione Campania relativamente alle pressioni che vennero esercitate per il pm da lui e da Zannini su Vincenzo Iodice affinche' si dimettesse dall'incarico di direttore sanitario dell'Asl di Caserta.
La vicenda
Una vicenda che risale al 2023. Secondo gli inquirenti, Iodice aveva rifiutato la proposta di Zannini di collocare una sua persona di fiducia alla direzione sanitaria dell'Asl di Caserta e non aveva accolto ancora un'altra richiesta del consigliere regionale di intercedere con il direttore generale dell'Asl per nominare un medico responsabile dell'area di neuropsichiatria infantile. Inoltre Iodice aveva l'intenzione di interrompere quella che per il pm era una pratica clientelare di Zannini nei confronti di dipendenti dell'Asl, pratica clientelare, accompagnando personalmente negli uffici dell'Asl persone sue o costringendo Iodice a incontrarlo al di fuori dell'ufficio e requisendoli il cellulare nel timore di intercettazione, o mandando 'pizzini'. Iodice avrebbe preparato una bozza di lettera da inviare a tutti i dipendenti dell'Asl invitandoli a non confrontarsi con l'esponenti politici locali, poi non inviata, ma di cui Zannini era venuto a conoscenza, mostrandosi risentito di questo con lui. Inoltre, Iodice aveva attribuito la responsabilita' a Zannini del ritrovamento di microspie all'interno di uffici dell'Asl di Caserta in effetti. Iodice, rnominato direttore sanitario il 9 agosto 2022, si dimise il 26 settembre 2023.
Il provvedimento
Per Postiglione i pm avevano chiesto l'applicazione di una misura interdittiva della sospensione dell'esercizio di pubblico ufficio per la durata di un anno, richiesta rigettata dal gip Daniela Vecchiarelli nella misura cautelare di 85 pagine che l'AGI ha visionato.
