Omicidio fratelli Marrandino, la moglie e il figlio del killer chiedono il patteggiamento
Sono a processo per favoreggiamento e ricettazione: i familiari delle vittime si costituiscono in parte civile

CESA – Nuova svolta nel processo per l’omicidio dei fratelli Claudio e Marco Marrandino uccisi dal killer reo confesso Antonio Mangiacapre.
La richiesta di patteggiamento
La moglie ed il figlio di Mangiacapre, Giuseppina Bortone e Vincenzo, attraverso i propri legali, hanno chiesto al gup Mariangela Guida del Tribunale di Napoli Nord il patteggiamento della pena a 2 anni e 8 mesi di reclusione. Entrambi infatti sono accusati di favoreggiamento personale, porto e detenzione d’arma e ricettazione di una pistola Beretta cal. 9 e di altre armi illegalmente detenute dal Mangiacapre che è stato già condannato all’ergastolo con isolamento diurno per 36 mesi.
I familiari delle due vittime (i genitori, i due fratelli, la moglie e i figli di Marco, e la fidanzata di Claudio) hanno chiesto di costituirsi parte civile anche in questo procedimento. Il giudice ha dato il suo assenso nonostante l’opposizione dei legali dei due accusati.
Il duplice omicidio
Antonio Mangiacapre per il duplice delitto è stato condannato all’ergastolo con isolamento diurno per 36 mesi. Secondo quanto emerso nel processo, i Marrandino erano a bordo del loro Suv Bmw bianco quando è scoppiata una lite con Mangiacapre per motivi di viabilità, con l'imputato che impugnò un'arma da fuoco sparando prima contro Claudio, che era al volante, e successivamente contro Marco, che aveva cercato di mettersi in salvo. La scena si svolse sotto gli occhi di una pattuglia dei carabinieri, che intervenne, con Mangiacapre che puntò la pistola contro i militari e con il capopattuglia che esplose due colpi senza colpirlo; ne nacque un inseguimento ma Mangiacapre riuscì a dileguarsi per poi essere fermato alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove si era recato dicendo essere stato colto da malore.
