Bombe carta esplose a due giorni di distanza: è allarme
Indagano i carabinieri: sui casi si allunga l'ombra della camorra
CASAL DI PRINCIPE/CASAPESENNA/SAN CIPRIANO D’AVERSA - Due bombe carta fatte esplodere a distanza di due giorni tra Casapesenna e San Cipriano d'Aversa, territori del Casertano che fino a qualche anno fa erano le roccaforti della camorra casalese, fanno alzare l'attenzione e la preoccupazione, sebbene non ci siamo elementi che accreditino con certezza una matrice camorristica
Indagano i carabinieri
Indagano i carabinieri della compagnia di Casal di Principe, che sono intervenuti in entrambi gli episodi: il primo in un vicolo di Casapesenna, dove una bomba carta è stata piazzata quasi al centro della strada, non dunque vicino ad una particolare abitazione, provocando comunque danni ad una casa nelle vicinanze. Nella via non risulta residente alcun camorrista o personaggio con legami di peso con la criminalità organizzata. Il secondo episodio è avvenuto al confine tra Casapesenna e San Cipriano d'Aversa, ma in questo caso la bomba carta è stata piazzata e fatta deflagrare all'esterno di una pizzeria, lasciando ipotizzare un atto intimidatorio legato alla tipica richiesta di pizzo, sebbene il titolare del locale abbia riferito ai carabinieri di non aver ricevuto alcuna precedente minaccia. Per ora l'unica circostanza che lega i due episodi è il tipo di ordigno utilizzato, una bomba carta, facilmente reperibile.
L'ombra della camorra
L'ombra della camorra è sempre incombente, basta pensare che a San Cipriano vivono numerosi esponenti della famiglia Venosa, spina dorsale del clan, quasi tutti ex collaboratori di giustizia. Ad ora e negli ultimi tempi gli investigatori non hanno comunque registrato un rigurgito del clan, come avvenuto per esempio nel giugno del 2024, quando, per motivi legati al controllo delle basi di spaccio di droga, furono esplosi a Casal di Principe colpi di mitraglietta contro il portone di casa di due rampolli della cosca, Emanuele Libero Schiavone, figlio del padrino Francesco "Sandokan" Schiavone, e Francesco Reccia, figlio dell'elemento di spicco Oreste Reccia.
