VAIRANO PATENORA – La cava in località Pizzomonte resta chiusa. E’ questa la decisione adottata dalla Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio di Caserta e Benevento in seguito alla presentazione del progetto di riqualificazione presentato dal Comune di Vairano Patenora

Il parere non favorevole

Il parere non favorevole è dovuta alla presenza delle mura di una città sannitica e che l’intervento previsto metterebbe a rischio questi beni culturali. Di seguito la comunicazione:

La nota della Soprintendenza

“In riferimento all’oggetto, si rappresenta che nell’ambito della relativa conferenza di servizi indetta dalla Regione Campania, la competente Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Caserta e Benevento ha espresso parere contrario alla realizzazione del “Progetto di riqualificazione ambientale per la cava di calcare in località Pizzomonte del comune di Vairano Patenora (CE)”. 

La nota inviata al Ministero:
In merito si rappresenta che se, come sembrerebbe, questa località Pizzomonte sia la stessa culminante nel Pizzo La Guardia sito all’estremo occidentale del Monte Sant’Angelo o Montauro di Vairano, la ripresa dell’attività di cava potrebbe apportare rilevanti irreversibili danni ai beni culturali e monumentali vincolati ed invero

  1. A monte della cava già gradonata e piantumata sono ben evidenti le mura megalitiche di IV sec. a. C. di una città sannitica dotata di acropoli. La cava potrebbe raggiungere e distruggere il grande braccio occidentale delle mura. che sono una testimonianza importantissima della città che il Prof. A. La Regina ha identificato con Austicula;
  2. Le mura sono visibili da grande distanza e ogni caso la cava deturperebbe il paesaggio storico, rilevante perché contesto paesaggistico della monumentale testimonianza sannitica;
  3. Distruggerebbe inoltre il sentiero antico che sale all’accesso occidentale
  4. Paesaggio rilevante anche perché ai piedi dell’estremo occidentale del rilievo Pizzomonte-La Guardia è la località Patanara, nella quale in Età Carolingia si accampò per circa un anno l’imperatore Ludovico II, calato in armi per combattere i Saraceni, ivi accolse una delegazione di vescovi meridionali; Inoltre il nome Pizzo la Guardia indica postazioni tardoantiche e il nome Pizzo S. Angelo designa un romitorio altomedievale,
  5. Paesaggio rilevante anche perché retrostante lo storico edificio denominato <Taverna Catena >, originariamente antica taverna dell’ottocento, è stato sottoposto a vincolo e tutelato ai sensi dell’art. 2 della legge 1089 del 1939 mediante provvedimento del Ministro Segretario di Stato per la Pubblica Istruzione del 7 aprile 1967, in quanto scenario di evento di rilevanza nazionale, ovvero lo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II.
  6. Paesaggio rilevante e tutelato ai sensi della Legge Galasso sia perché soggetto ad usi civici, sia perché l’area superiore della cava è stata anni addietro terrazzata e piantumata con alberi attecchiti sicché la ripresa della coltivazione distruggerebbe un’area riqualificata e rimboscata.

PER QUESTI MOTIVI

Si invitano gli enti in indirizzo a vigilare con acribia ed efficacia ad evitare pregiudizi al patrimonio monumentale, archeologico, paesaggistico, storico