Processo all'ex comandante, parla il maresciallo: "Io vessata perchè ho denunciato"
La vigilessa è stata ascoltata in aula davanti ai giudici: "Mi cacciò fuori dal concorso"
MONDRAGONE – Nuova udienza del processo per corruzione, peculato, concussione, falso e violenza privata, che vede imputato l’ex comandante della Polizia Municipale di Mondragone David Bonuglia, attualmente ristretto ai domiciliari.
La testimonianza in aula
Davanti alla seconda sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Rosetta Stravino, è stata chiamata a testimoniare il maresciallo Filomena Coletta, sottufficiale del comando mondragonese, ex collega di Bonuglia, attualmente comandante della polizia locale di Macerata Campania.
“Sono stata firmataria di diverse denunce contro il comandante Bonuglia. Indosso una divisa e, se vedo qualcosa che non va, devo denunciare” ha riferito la Coletta all’inizio del suo intervento.
Gli abusi per l'alloggio
Nelle successive dichiarazioni, il maresciallo ha raccontato degli abusi messi in atto dall’ex comandante, come i lavori all’interno dell’alloggio di servizio. La teste infatti ha raccontato di aver visto personalmente i lavori in corso nell’alloggio nonostante non fosse previsto. Inoltre vide gli operai della ditta Verrazzo mentre svolgevano lavori idraulici, la stessa ditta non iscritta nella white list della Prefettura e oggetto di interdittiva antimafia. Insospettita la Coletta notò che alla stessa ditta erano stati affidati lavori per attraversamenti pedonali per circa 82mila euro. La teste ha poi riferito che “la cucina nell'alloggio di Bonuglia venne consegnata dalla ditta Verazzo”.
Le intimidazioni e le vessazioni
Il maresciallo Coletta ha poi descritto il clima di vessazioni messe in atto dal Bonuglia: l’ex comandante per ben “tre anni consecutivi mi fece schede di valutazioni negative quando iniziai a denunciare. Continuò a farmi valutazioni negative anche quando io andai via da Mondragone e assunsi il comando di Macerata Campania, seppur non tenuto continuò a valutarmi negativamente”. Proprio a causa di queste valutazioni la Coletta per sei non ha potuto usufruire di emolumenti e scatti d’anzianità”.
Esclusa dal concorso interno
Il massimo venne raggiunto con l’esclusione da un concorso interno. Bonuglia indisse un concorso interno di cui era il rup, con copertura per 2 unità lavorative, con richiesta al 50% per interni e la restante parte per esterni. Bonuglia stabilì l’intero bando. Il giorno delle prove fisiche ci recammo a San Marcellino presso il campo sportivo con due miei colleghi che dovevano sostenere le prove nel pomeriggio. Dall’errata comunicazione sul bando avemmo difficoltà a giungere sul posto. Le prove iniziavano da bando alle 8.30. Arrivammo verso le 8,38 mentre stavano identificando i candidati, le prove non erano ancora iniziate. Bonuglia mi cacciò fuori adducendo come motivo dall’eliminazione al concorso il mio ritardo”.
