Aumento della tassa di soggiorno, parlano gli operatori: "Così si rischia di allontanare i turisti"
Le parole di un gestore di un B&B e rappresentante della categoria: "Chiediamo un tavolo di confronto"
CASERTA – La notizia dell’aumento delle tariffe per la tassa di soggiorno ha alimentato una serie di critiche e posizioni contrarie da parte di albergatori e gestori di B&B di Caserta.
Contrario alla misura e favorevole ad un tavolo di confronto si è pronunciato in queste ore Salvatore Antonio Aurilio, proprietario e gestore di un B&B e rappresentante della categoria.
“La notizia dell’ennesimo aumento della tassa di soggiorno nel nostro Comune non è soltanto una nota contabile a margine di una delibera – si legge in una nota diffusa alla stampa - è una pietra scagliata contro il futuro turistico della nostra città. Come gestore di una struttura ricettiva, vivo quotidianamente il contatto con i viaggiatori che scelgono Caserta. Conosco le loro aspettative, le loro reazioni davanti ai costi e, soprattutto, il peso che ogni singolo euro ha sulla percezione complessiva della qualità del nostro territorio.
Un autogol per la competitività
Caserta vive un momento di grande potenziale. La nostra Reggia è un attrattore di fama mondiale, ma il turismo non è un fenomeno statico. Chi visita la nostra città spesso inserisce Caserta all'interno di itinerari più ampi, confrontando i costi complessivi con altre realtà italiane ed europee. Aumentare la pressione fiscale sugli ospiti, in un contesto in cui il settore ricettivo extralberghiero — come i B&B — fa già sforzi enormi per offrire standard elevati a prezzi concorrenziali, significa minare la competitività della nostra destinazione. Il turista non è una risorsa infinita da spremere. Se la percezione di "costo" supera quella di "valore" offerto dalla città in termini di servizi, decoro urbano e accoglienza, il visitatore semplicemente sceglierà un’altra meta.
Turismo non significa solo cassa comunale
Il comune spesso commette l’errore di considerare la tassa di soggiorno esclusivamente come una voce di bilancio per far quadrare i conti comunali. Per noi, che il turismo lo facciamo ogni giorno in prima linea, questa tassa dovrebbe essere — o meglio, dovrebbe essere stata — una leva di investimento diretto sul settore. Se da un lato si chiedono sacrifici ulteriori ai turisti, dall'altro non vediamo un proporzionale miglioramento dei servizi: la gestione dei rifiuti, il decoro del centro cittadino, l'accessibilità dei siti museali e la promozione coordinata del territorio presentano ancora troppe criticità. Non possiamo giustificare un aumento se la "cartolina" che Caserta offre al visitatore è spesso appannata da inefficienze croniche.
Siamo assolutamente contrari a questa logica di incremento sconsiderato. Il rilancio del comparto turistico casertano passa attraverso il dialogo con le associazioni di categoria, non attraverso imposizioni calate dall'alto che ignorano le dinamiche del mercato.
Chiediamo all'amministrazione comunale un tavolo di confronto immediato. Non serve gravare ulteriormente su chi visita la nostra terra; serve, al contrario, una strategia di lungo respiro che incentivi la permanenza media, che valorizzi l'indotto e che faccia di Caserta non una città "di passaggio", ma una meta di valore. I B&B e tutte le strutture ricettive sono il volto ospitale della città. Non vogliamo essere gli esattori di un sistema che non premia chi lavora, ma i partner di un progetto di crescita che oggi, purtroppo, sembra aver perso la rotta.
Data la complessità della gestione del turismo locale e le attuali dinamiche di bilancio del Comune di Caserta, quale aspetto del rapporto tra tasse locali e servizi al turista …. C’è da considerare!”.
