antica cittadella
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REGIONALE - Erano loro a custodire la pistola che ha ucciso Fabio Ascione, 20 anni, raggiunto da un colpo d'arma da fuoco al torace nella notte del 7 aprile, nel quartiere Ponticelli di Napoli, mentre rincasava dal lavoro. Non solo. Uno dei due arrestati, cugino della vittima, è risultato anche essere vicino al clan De Micco. 

Gli arresti

Al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, i carabinieri della Compagnia di Poggioreale hanno notificato due arresti in carcere nei confronti di un 30enne e di un 24enne, accusati di porto e detenzione illegale di arma comune da sparo. Solo al 24enne viene contestata l'aggravante del metodo mafioso. 

Le indagini

Le immagini dei sistemi di videosorveglianza, analizzate di militari nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Fabio Ascione, hanno consentito di scoprire che erano loro due ad avere l'arma poi consegnata al 23enne Francescopio Autiero e utilizzata poco prima della tragedia (secondo una ricostruzione il colpo partì accidentalmente) nel conflitto a fuoco avvenuto nei pressi di un bar che lo ha visto, con un altro giovane, contrapposto a un gruppo di persone in auto proveniente dal Vesuviano. Autiero, con un amico, entrarono in azione in sella a uno scooter. Ascione, mentre rincasava, venne raggiunto da un colpo di pistola al petto esploso per sbaglio da Autiero, che si stava vantando con un gruppetto di ragazzi del raid che aveva messo a segno poco prima. In alcuni frame dei video registrati prima del conflitto a fuoco si riesce a scorgere il cugino della vittima che apre il giubbotto e Autiero che estrae l'arma.