Punti nascita, il Consiglio regionale approva la mozione: "Una vittoria per la sanità pubblica"
Esulta il Comitato "San Rocco Bene Comune": "La battaglia non è finita"
SESSA AURUNCA – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del comitato “San Rocco Bene Comune”.
“La mozione approvata dal Consiglio regionale sui Punti Nascita è una vittoria di tutte le persone che il 31 luglio sono scese in piazza per difendere la sanità pubblica, una vittoria del Comitato San Rocco Bene Comune. È un risultato della mobilitazione, dello studio e della pressione esercitata dai cittadini. A chi oggi si affretta a intestarsene il merito, dimenticando la battaglia dei cittadini, ricordiamo che questa storia è solo all’inizio: adesso vogliamo vedere il loro impegno sulla questione delle questioni.
Il report
Colpisce, nelle celebrazioni di questi giorni, il silenzio sulla novità politica più importante della mozione: l’attenzione al rapporto tra sanità pubblica e privato accreditato. Proprio la questione che il Comitato ha posto al centro del proprio Report sulla migrazione dei parti, trasmesso a tutti i candidati consiglieri regionali del territorio e al Presidente Roberto Fico, al quale abbiamo rappresentato il problema anche durante l’incontro elettorale a Maiano di Sessa.
Le richieste della mozione
Che cosa chiede la mozione, in parole semplici? Chiede alla Giunta di rivedere la delibera sulle chiusure e di mantenere attivi i Punti Nascita di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese mettendoli in rete con quello di Aversa.
Ma soprattutto chiede di verificare, ogni sei mesi, gli spostamenti dei parti tra strutture pubbliche e private accreditate. Chiede controlli sull’appropriatezza dell’attività dei privati, anche rispetto ai parti cesarei, e una valutazione del loro peso nella rete regionale. E indica un obiettivo preciso: potenziare le strutture pubbliche per aumentarvi il numero dei parti.
È esattamente il terreno sul quale il Comitato ha chiesto di discutere. Perché davanti a un reparto pubblico che perde nascite non basta contare i parti rimasti e decretarne la chiusura. Bisogna chiedersi dove siano andati gli altri, perché e quale ruolo abbiano avuto le scelte di programmazione.
Il nostro Report ha ricostruito il progressivo spostamento delle nascite dei residenti di Sessa Aurunca dal San Rocco verso il privato accreditato di Capua. Abbiamo chiesto di approfondire il rapporto tra questo andamento e i volumi di attività acquistati dal privato con risorse pubbliche. Abbiamo proposto di valutare una loro rimodulazione, insieme al rafforzamento dell’offerta pubblica, per invertire la tendenza. Su questo continueremo a insistere: la mozione apre finalmente il confronto, ma non dispone ancora quella revisione. Qui vogliamo vedere quali politici e consiglieri regionali sono disposti a metterci la faccia.
La battaglia non è finita
Quanto alla legge regionale sulle zone disagiate, lo abbiamo già detto: presentarla come un vanto significa dimenticare come siamo arrivati fin qui. Una toppa messa quando il paziente era già stato dato per morto non può diventare una medaglia. Da chi ha avuto responsabilità di governo ci aspetteremmo parole diverse: «Vi chiediamo scusa per i danni causati, stiamo cercando di rimediare».
Ringraziamo il Presidente Fico e i consiglieri proponenti per aver raccolto queste istanze e per il risultato raggiunto. Riconoscere un passo avanti significa anche pretendere che abbia un seguito.
La mozione, infatti, non ha ancora cancellato la delibera sulle chiusure e non ha definitivamente messo al sicuro il San Rocco. Servono provvedimenti, tempi certi e scelte coerenti sui rapporti con il privato accreditato. Il Comitato ne seguirà l’attuazione.
La battaglia per i Punti Nascita non è finita. Ed è soltanto la punta dell’iceberg della battaglia per la sanità pubblica: per servizi accessibili, ospedali capaci di rispondere ai bisogni e risorse pubbliche impiegate per rafforzarli.
Il 31 luglio scorso siamo scesi in piazza per questo. Per questo continuiamo.
Nessun favore, solo diritti”.
