Tentata estorsione e "assalto" all'azienda: indagati due fratelli casertani
Sono accusati insieme ad altri quattro anche di riciclaggio e dichiarazione fraudolenta
CASERTA - Sei persone sono indagate dalla Procura della Repubblica di Verona per tentata estorsione, riciclaggio e dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture per operazioni inesistenti.
Le perquisizioni
Gli investigatori della Squadra mobile di Verona hanno notificato le informazioni di garanzia, eseguendo perquisizioni nelle sedi legali e operative di società, ubicate in varie parti d'Italia.
Il sistema
Dalle attività è emerso che gli indagati nel 2023 avrebbero partecipato all'acquisizione di una società attiva nel settore della logistica e dei servizi alle imprese, con sede legale a Padova, versando come anticipo una quota di denaro in contante. Pur non figurando formalmente nell'assetto societario, i due avrebbero ottenuto attraverso la società patavina la somma di denaro maggiorata, tramite il pagamento di fatture emesse da due società a loro riconducibili, collocate nel veronese e nel casertano. L'indagine è iniziata lo scorso novembre, quando un noto imprenditore locale ha denunciato un tentativo di estorsione posto in essere da due fratelli casertani.
L'assalto alla sede casertana
La progressione di atteggiamenti minatori ha portato a gennaio a un vero e proprio "assalto" alla sede ad opera di emissari dei casertani, culminato con l'intervento dei Vigili del Fuoco a causa dell'innesco della cortina fumogena dell'impianto antintrusione. Sono tuttora in corso perquisizioni a carico degli indagati e delle sedi legali e operative delle società ad essi collegate, anche per verificare la provenienza del denaro movimentato per ingenti importi, per meglio ricostruire le dinamiche dei fatti.
