Vicenda Moggio, "Casagiove Coraggiosa": "Basta ricostruzioni parziali, parlino gli atti"
Continua a tenere banco la nomina, poi rifiutata, dell’avvocato Alfonso Moggio, cognato del sindaco Moscatiello, come difensore del Comune
CASAGIOVE – La vicenda della nomina dell’avvocato Alfonso Moggio, cognato del sindaco Moscatiello, come difensore del Comune, continua a tenere banco a Casagiove. Nella giornata di ieri il movimento “Casagiove, Liberi e Uniti” aveva annunciato che l’avvocato non aveva mai accettato nessun incarico.
La nota di “Casagiove Coraggiosa”
A questa evidenza però ha risposto attraverso una nota stampa, che di seguito riportiamo, il movimento “Casagiove Coraggiosa 2.0”.
“Per settimane Casagiove Coraggiosa 2.0 ha scelto di non alimentare polemiche sui social. Dopo la nomina dell’avv. Alfonso Moggio, cognato del Sindaco, abbiamo pubblicato un solo intervento chiedendo chiarimenti. Poi abbiamo atteso le risposte degli uffici e chiesto i documenti, perché su questioni così delicate preferiamo parlare sulla base degli atti.
Il post pubblicato ieri da “Casagiove Liberi e Uniti” ci obbliga però a ristabilire alcuni fatti.
Primo: il ricorso al TAR non è stato promosso da Casagiove Coraggiosa. È stato presentato autonomamente dall’avv. Luigi Adinolfi. Il nostro Gruppo ha svolto un’altra funzione: quella di controllo politico-amministrativo, chiedendo chiarimenti e accesso agli atti.
Secondo: il problema non è nato con il ricorso. Il problema nasce dal Decreto n. 99/2026, con il quale il Sindaco ha indicato direttamente il proprio cognato come difensore del Comune. Gli stessi uffici comunali e la Segretaria Generale, dott.ssa Antonella Palermo, nell’esercizio del suo ruolo di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, con due relazioni ufficiali del 7 agosto, hanno riconosciuto che la procedura seguita si era discostata da quella corretta: la scelta del legale doveva essere gestita dall’Ufficio Contenzioso, non inserita direttamente nel decreto del Sindaco. È il caso di ricordare che, poche settimane dopo, la dott.ssa Palermo è stata sostituita nell’incarico di Segretario Generale.
Terzo: l’avv. Moggio ha comunicato la mancata accettazione solo dopo che la vicenda era già emersa. Il 9 luglio l’Ufficio gli chiede la disponibilità, il 10 luglio arriva il suo riscontro positivo alla richiesta di disponibilità, il 13 luglio il Sindaco lo indica nel decreto. Solo il 27 luglio arriva la comunicazione con cui Moggio dichiara di non voler assumere l’incarico. Nel frattempo erano già state presentate le richieste di chiarimento dell’opposizione ed era stato promosso il ricorso dell’avv. Adinolfi.
Quarto: il TAR non ha detto che la procedura era regolare. Il giudizio è stato chiuso perché, dopo la rinuncia di Moggio, è venuto meno l’interesse a ottenere l’annullamento dell’incarico. Il Tribunale non è quindi entrato nel merito. Anzi, nella sentenza ha osservato che le contestazioni contro il Decreto n. 99/2026 non apparivano, a prima vista, prive di fondamento, soprattutto sul rispetto delle competenze previste dall’art. 107 del Testo unico degli enti locali, cioè il principio fondamentale della separazione tra politica e gestione nella pubblica amministrazione. Il TAR ha inoltre disposto la compensazione delle spese di giudizio.
Quinto: mancano ancora documenti essenziali. Per avere maggiore chiarezza chiederemo copia integrale degli atti del 3, 9, 10 e 22 luglio per capire quando e come Moggio sia stato inserito nell’elenco degli avvocati del Comune, quali dichiarazioni abbia presentato e quali verifiche siano state svolte su possibili incompatibilità o conflitti d’interesse.
È un punto particolarmente importante perché il Responsabile dell’Ufficio Contenzioso e la Segretaria Generale avevano scritto che alcune dichiarazioni erano già state acquisite prima del decreto. La documentazione completa servirà semplicemente a verificare se ciò corrisponde agli atti.
Infine, l’accesso agli atti richiesto dall’avv. Adinolfi. Il legale contestualmente alla presentazione del ricorso al TAR aveva chiesto al Comune gli atti relativi all’attività preliminare di nomina dell’avv. Moggio da parte di suo cognato. Il Comune, con una lettera di giovedì scorso, ha consegnato soltanto una parte della documentazione richiesta e ha negato l’accesso proprio agli altri atti che avrebbero consentito di ricostruire integralmente la fase precedente alla nomina. Per questo i consiglieri di Casagiove Coraggiosa hanno presentato una propria richiesta urgente, nell’esercizio del diritto di controllo previsto per i consiglieri comunali. A questo punto la domanda è inevitabile: se la procedura è stata del tutto regolare, perché non rendere disponibili integralmente gli atti richiesti?
Chiesta trasparenza
Non abbiamo interesse a fare processi sui social e non attribuiamo responsabilità prima che siano accertate. Ma non accettiamo che una sentenza che non ha affrontato il merito venga presentata come una piena smentita delle questioni sollevate, né che il ricorso di un libero professionista venga attribuito politicamente alla minoranza.
Casagiove Coraggiosa continuerà a chiedere una cosa molto semplice: documenti, risposte e trasparenza. Quando tutti gli atti saranno finalmente disponibili, saranno i cittadini a poter valutare i fatti nella loro completezza. Un punto è ad oggi incontrovertibile: il Sindaco, avv. Francesco Moscatiello, ha nominato il proprio cognato, avv. Alfonso Moggio, difensore del Comune, attraverso una procedura che la stessa Responsabile anticorruzione dell’Ente ha successivamente riconosciuto non essere corretta. Se vi siano ulteriori elementi da chiarire anche sulla posizione dell’avv. Moggio, lo sapremo quando saranno finalmente messi a disposizione tutti gli atti richiesti”.
