antica cittadella
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CASTEL VOLTURNO/CASERTA – Stop ai ricoveri programmati non urgenti nelle strutture private accreditate della Campania. Una decisione che rischia di avere conseguenze dirette sui cittadini e che riaccende i riflettori sulla situazione del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, da mesi al centro delle preoccupazioni legate alla sostenibilità economica e alla continuità dei servizi.

L'allarme della consigliera Parente

A intervenire è la consigliera regionale di Forza Italia Angela Parente. "Siamo arrivati a un punto che non può più essere ignorato: le strutture private accreditate stanno sospendendo i ricoveri programmati e a pagare il prezzo di questa situazione rischiano di essere direttamente i pazienti. Oggi la sanità privata accreditata è fondamentale, ricordiamo che la sanità pubblica purtroppo oggi non riesce a sopperire alle esigenze della popolazione", dichiara Parente.

Angela Parente
La consigliera Angela Parente

Il blocco potrebbe estendersi

La protesta del comparto è legata, secondo quanto denunciato dalle associazioni di categoria, alla situazione dei budget e dei contratti per il 2026. Dal 21 settembre è scattata la sospensione dei nuovi ricoveri programmati per gli interventi chirurgici non urgenti, mentre vengono garantite le emergenze. Il blocco potrebbe inoltre estendersi ad altre prestazioni.

Il caso del Pineta Grande

Per Parente, il caso più emblematico resta quello del Pineta Grande, struttura di riferimento per il territorio di Castel Volturno e per un'ampia parte della provincia di Caserta. "Sul Pineta Grande avevamo già lanciato l'allarme. Abbiamo portato la questione in Consiglio regionale e chiesto risposte precise sulla situazione della struttura e sul futuro del Pronto Soccorso. Oggi, però, ci troviamo davanti a una situazione ancora più grave: non si tratta più soltanto di una singola struttura in difficoltà, ma di un intero comparto che sta fermando le prestazioni. Non possiamo arrivare al punto in cui un cittadino deve aspettare un intervento chirurgico perché il sistema non riesce a definire budget, contratti e risorse. La programmazione sanitaria deve avere al centro le persone, non soltanto i numeri".

Il problema, secondo Parente, riguarda però l'intero rapporto tra Regione e sanità privata accreditata: "Le strutture chiedono certezze sulla programmazione del 2026, sui budget e sui pagamenti. Se queste certezze non arrivano, il rischio è che le conseguenze ricadano inevitabilmente sull'assistenza. Castel Volturno non può permettersi di perdere o indebolire un presidio sanitario così importante. Il Pineta Grande serve un territorio vastissimo e rappresenta un punto di riferimento per migliaia di cittadini. La Regione deve intervenire prima che una situazione già difficile diventi irreversibile. Oggi il problema è molto semplice: se le prestazioni si fermano, le liste d'attesa aumentano e i cittadini vengono penalizzati. Questo non possiamo permetterlo".