antica cittadella
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CELLOLE – E’ stata pronunciata questa mattina la sentenza del processo per l’omicidio del falegname 46enne di Cellole Roberto Fusciello.

La sentenza

La Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Marcella Suma, con a latere Honoré Dessì, ha condannato a 24 anni di carcere nei confronti di Gianluca Sangiorgio, imputato del delitto.

La richiesta della Procura

La Procura aveva chiesto l’ergastolo, ma alla fine i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche e stabilito il pagamento di una provvisionale di 50mila euro per ogni parte civile. La dura richiesta dell’ergastolo era legata stando al pm proprio alla violenza messa in atto dall’imputato come testimoniato dalle immagini della videosorveglianza, un video di 16 minuti che riprende l’aggressione avvenuta all’esterno della GoldBet. L’aggressione, lo ricordiamo, come testimoniato dall’imputato, è scattata dopo l’apprezzamento del Fusciello alla figlia. Una violenza spropositata di fronte ad un’azione discutibile, ma di certo non gravissima e che, per la pm, non è potuta essere del tutto accertata. 

Violenza e futili motivi

Il sostituto procuratore Pontillo inoltre nella sua requisitoria aveva posto l’accento sul fatto che l’ultima sequenza dell’aggressione, quella che ha poi portato alla testata al volto, è scattata quando la vittima era di spalle a parlare con il fratello del Sangiorgio.