antica cittadella
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MADDALONI – Una nuova doccia fredda cade sul Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni. Se le parole del presidente della Regione Campania Roberto Fico, che hanno avuto l’effetto di uno schiaffo scagliato nel sonno dei tanti occhi chiusi, hanno sviscerato la situazione difficile e paradossale dei conti della Fondazione, la notizia di oggi lascia l’amaro in bocca.

Chiudono due istituti

Proprio mentre si svolgeva la seconda prova degli esami di maturità è giunta al Villaggio la notizia della chiusura di due istituti afferenti alla Fondazione: il Liceo Linguistico, fiore all’occhiello del Villaggio e del compianto fondatore don Salvatore D’Angelo, e dell’Alberghiero.

La ragione la si intuisce da sé: il provvedimento è legato alla necessità di risanamento della Fondazione dalle “malattie” messe in luce dalla relazione del presidente Fico compreso l’alto numero di insegnanti per numero di studenti, le collaborazioni esterne e tanto altro come abbiamo avuto modo di parlare in un precedente articolo.

Le parole di Fico

“Nel concreto è emersa l'assenza di un vero modello organizzativo e la mancata adozione di una strategia di lungo periodo, un'impostazione contabile non appropriata alle attività svolte, procedure mancanti per l'assegnazione degli incarichi scolastici, rette di iscrizione inadeguate con appena 54 nuovi iscritti per 4 istituti superiori privati, e un rapporto tra alunni e docenti del tutto sproporzionato, con una media complessiva di un docente ogni 3,3 alunni – si legge nella relazione di Fico - A questo si aggiungono altre disfunzioni, su cui il commissario è prontamente intervenuto:

 𝐈𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐥𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟏𝟐𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐥'𝐚𝐧𝐧𝐨:

ora tutti sospesi o revocati, ad eccezione di un solo incarico in scadenza da 1.200 euro al mese, con un risparmio superiore a 100 mila euro;

 𝐎𝐥𝐭𝐫𝐞 𝟏𝟎𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐥'𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐬𝐞 𝐭𝐞𝐥𝐞𝐟𝐨𝐧𝐢𝐜𝐡𝐞:

utenze oggi accorpate e affidate a un unico gestore, con una spesa ridotta a circa 500 euro annui e un risparmio di oltre 9.500 euro;

 𝐔𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐛𝐚𝐧𝐜𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐢 𝐚 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐚 𝟏𝟐𝐦𝐢𝐥𝐚 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐥'𝐚𝐧𝐧𝐨:

conto chiuso e sostituito con uno nuovo che comporta una spesa di circa 200 euro annui e condizioni economiche più vantaggiose, con un risparmio e miglioramento complessivo stimato in oltre 20 mila euro”.

 A pagare sono gli studenti

Nel frattempo è già cominciata l’opera di risanamento messa in atto dal commissario straordinario Domenico Posca. Al di là dei tecnicismi e di tante parole di rammarico espresse dalle autorità politiche, rimane solo un dato incontrovertibile. A pagare saranno gli studenti che dovranno abbandonare le proprie aule, i propri compagni, le proprie abitudini per andare in altre scuole. Del resto, al di là delle speranze di tutti, le colpe dei padri ricadono sempre sui figli.