antica cittadella
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CASERTA - Mezzo miliardo di euro di fatture per operazioni commerciali fantasma, finalizzate a ottenere ingenti e indebiti vantaggi fiscali: è costituita da società di comodo con sedi in diversi Paesi dell'Ue (tra cui Olanda, Germania, Romania, Ungheria e Italia) intestate a prestanome, la rete criminale internazionale scoperta grazie all'indagine degli uffici inquirenti di Napoli e Venezia della Procura europea (procuratori europei delegati Maria Teresa Orlando e Donata Patricia Costa) che hanno chiesto e ottenuto un sequestro di beni da 32 milioni di euro

La frode “carosello”

I militari dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli e Caserta hanno fatto luce su frode "carosello" dell'Iva su larga scala, nel settore informatico, e, quindi, apposto i sigilli alle partecipazioni societarie relative a cinque società ritenute facenti parte di quella rete, a quattro complessi aziendali e a un capannone industriale che si trova a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli. Dall'inchiesta è emerso che i prodotti elettronici e per stampanti, in realtà, addirittura restavano fermi nelle piattaforme logistiche, risultando movimentate solo sulla carta.

Gli indagati

Complessivamente sono 64 gli indagati, prevalentemente residenti della provincia di Napoli. Per ostacolare gli accertamenti delle forze dell'ordine, inoltre, le società sarebbero state utilizzate anche per avviare e sostenere operazioni fittizie e rendere così più complessa la ricostruzione dei flussi finanziari da parte dei finanzieri.