Impianto dei rifiuti nella Cava Iuliano, insorgono il M5S e il vescovo Lagnese
Dure critiche alla proposta che verrà discussa alla conferenza dei servizi di domani
CASERTA – La proposta di trasformare la cava Iuliano a San Clemente, frazione di Caserta, in un sito per ospitare un impianto di trattamento dei rifiuti, ha scatenato una vera e propria ondata di critiche e opposizioni.
Nelle ultime ore sono intervenuti sulla questione sia il vescovo di Caserta, mons. Pietro Lagnese, che il Movimento 5 Stelle di Caserta.
L'appello del vescovo
“La Chiesa di Caserta segue con attenzione e viva preoccupazione il procedimento relativo al progetto di dismissione, recupero e riuso del piazzale della cava di calcare in località Monte, nella frazione San Clemente, che sarà esaminato nella Conferenza di servizi del 28 luglio 2026 – si legge nella nota del vescovo - Il progetto, pur qualificato come riqualificazione ambientale, prevederebbe un impianto destinato a ricevere e trattare ingenti quantità di materiali e rifiuti provenienti dall’esterno, in un’area già profondamente compromessa e caratterizzata da rilevanti fragilità ambientali e territoriali.
Destano particolare preoccupazione il rischio di frana molto elevato, la vicinanza alle abitazioni di San Clemente, al nuovo Policlinico di Caserta nonché il possibile aumento del traffico pesante, delle polveri e del rumore. La Chiesa non intende sostituirsi alle istituzioni e agli organismi tecnici competenti, ma richiama tutti alla prudenza, alla trasparenza e all’applicazione rigorosa del principio di precauzione. Il risanamento di una cava deve tradursi in un’effettiva riparazione del danno ambientale, nella messa in sicurezza dei luoghi e nella restituzione del territorio alla comunità. L’Enciclica Laudato si’ ci ricorda che la crisi ambientale e quella sociale sono un’unica crisi. Non è moralmente accettabile che, dopo anni di sfruttamento, gli interessi economici prevalgano ancora sul dovere di riparare le ferite inferte al Creato. I benefici non possono restare privati mentre i rischi e i costi ricadono sulla collettività. Auspico pertanto che la Conferenza di servizi esamini il progetto con indipendenza e rigore, ponendo al primo posto la salute delle persone, la sicurezza del territorio, la tutela del paesaggio e il bene delle future generazioni. Caserta ha già pagato un prezzo troppo alto allo sfruttamento delle sue colline: è tempo di responsabilità, riparazione e cura”.
La reazione del Movimento 5 Stelle
Sulla difesa del sito e il suo rimpiego con canoni rispettosi dell’ambiente e la natura si è mobilitato l’intera struttura del Movimento 5 Stelle.
“Da decenni il nostro territorio subisce i danni ambientali e le criticità gestionali legate alle attività estrattive sui Monti Tifatini,” dichiara l'Eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Danilo Della Valle. “Oggi siamo di fronte a una nuova progettualità che ci preoccupa fortemente. Come Movimento 5 Stelle siamo impegnati in un'azione sinergica a tutti i livelli istituzionali, lavorando fianco a fianco tra Europa, Parlamento Nazionale e Regione Campania. La tutela del territorio e il diritto alla salute delle nostre comunità devono restare al centro di ogni decisione e non possono essere subordinati ad alcun interesse di natura privata”.
“L'impatto di questa operazione solleva enormi preoccupazioni,” prosegue Agostino Santillo, Deputato della Repubblica e Vicepresidente della Commissione Ambiente. “Parliamo di un'area classificata con rischio frana molto elevato (R4), situata a soli 500 metri da scuole, centri abitati e dal nuovo Policlinico universitario. Come se non bastasse, il sito è prossimo ai pozzi dell'Acquedotto Campano e all'Acquedotto Carolino, patrimonio UNESCO. È una questione prioritaria di difesa del diritto alla salute per una frazione, quella di San Clemente, già pesantemente gravata da decenni di inquinamento da polveri e traffico pesante.”
Sull'aspetto normativo interviene Raffaele Aveta, Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Agricoltura: “La Legge Regionale 35 del 2025 fissa paletti precisi per i Monti Tifatini: ogni intervento deve essere finalizzato unicamente al ripristino ecologico. Prevedere la realizzazione di un polo per i rifiuti all'interno di un piano di riqualificazione ambientale rappresenta una palese forzatura dello spirito della legge regionale. In vista della decisiva Conferenza dei Servizi, il Movimento 5 Stelle farà sentire il proprio peso politico affinché le istituzioni preposte applichino rigorosamente i vincoli di tutela del territorio. La Cava Iuliano deve essere realmente restituita alla natura; il tempo dello sfruttamento di quest'area è finito”.
