Abusivismo edilizio, abbattuti cinque immobili sul litorale
L'operazione condotta dalla Procura della Repubblica: tutti i numeri del contrasto al fenomeno
CASTEL VOLTURNO - Si è tenuta questa mattina, sul litorale di Castel Volturno, dx Volturno, la conferenza stampa convocata in concomitanza delle operazioni di abbattimento di cinque immobili abusivamente realizzati su quel litorale.
Il contrasto all'abusivismo edilizio
L'intervento si inserisce nella più ampia attività di contrasto all'abusivismo edilizio, all'illecita occupazione del demanio marittimo e alla compromissione dell'ambiente e del paesaggio, condotta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con l'impulso e il coordinamento della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Napoli.
I numeri degli ultimi due anni
Tale attività ha portato nel corso degli ultimi due anni in agro di Castel Volturno al sequestro di complessivi 180 immobili, 45 dei quali già abbattuti tra cui abitazioni private, stabilimenti balneari, num. 1 villaggio vacanze (composto di num. 38 unità immobiliari per un'area occupata di 14.000 mq), num. 1 cantiere nautico e num. 1 area di rimessaggio abusiva e diverse aree di noleggio attrezzature balneari totalmente abusive, oltre che al sequestro anche di tre lidi gestiti da soggetti contigui ad organizzazione camorristica e sequestrati ulteriori immobili abusivi anch'essi utilizzati sempre da soggetti vicini alla criminalità organizzata
Gli interventi di ieri
Gli interventi sono stati resi possibili dalle risorse messe a disposizione dalla Regione Campania costituiscono il risultato concreto del confronto istituzionale promosso dalla Procura Generale di е Napoli, al quale hanno partecipato la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, la Prefettura di Caserta, la Regione Campania, il Comune di Castel Volturno, la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Guardia Costiera e le altre autorità pubbliche competenti. Gli abbattimenti di oggi non rappresentano un episodio isolato né un intervento meramente simbolico, essi costituiscono una concreta manifestazione di una strategia organica e continuativa, fondata sulla collaborazione tra autorità giudiziaria, istituzioni territoriali, amministrazioni pubbliche e forze di polizia.
L'obiettivo
L'obiettivo è superare la frammentazione degli interventi e rendere effettiva, anche attraverso l'esecuzione delle demolizioni, la tutela del demanio, dell'ambiente e del paesaggio La complessità dei problemi che interessano il litorale domizio richiede, infatti, il superamento di ogni intervento frammentario. Nessuna istituzione, da sola, dispone di tutti gli strumenti necessari per affrontare un fenomeno nel quale si intrecciano abusivismo edilizio, occupazione del demanio, degrado ambientale, sicurezza pubblica, pianificazione urbanistica e prospettive di sviluppo economico e sociale. La sinergia istituzionale non costituisce, pertanto, un elemento accessorio, ma il presupposto indispensabile per rendere effettiva e duratura l'azione di ripristino della legalità. All'autorità giudiziaria compete l'accertamento dei reati e l'adozione dei provvedimenti previsti dalla legge; agli enti territoriali e alle amministrazioni pubbliche spettano la pianificazione, il reperimento delle risorse, l'esecuzione degli interventi e la futura destinazione delle aree; alle Forze dell'ordine e agli organi tecnici sono affidati il controllo del territorio, la sicurezza delle operazioni e la prevenzione di nuove occupazioni abusive. Il tavolo interistituzionale promosso dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Napoli ha avuto proprio la finalità di mettere in relazione queste diverse responsabilità, costruendo un metodo stabile di confronto e di azione. Gli atti preparatori hanno espressamente collegato l'esecuzione delle demolizioni al successivo recupero, risanamento e valorizzazione delle aree, alla loro restituzione all'uso pubblico e alla sostenibilità finanziaria degli interventi futuri.
Il contributo della Regione
Un contributo determinante è stato offerto dalla Regione Campania, che ha reso disponibili le risorse necessarie per consentire l’avvio delle demolizioni. La disponibilità manifestata dalla Regione ha permesso di superare uno degli ostacoli che più frequentemente rallentano l'esecuzione dei provvedimenti, trasformando il dialogo tra le istituzioni in un risultato immediatamente percepibile sul territorio. L'auspicio è che tale disponibilità possa proseguire anche nel futuro e tradursi in un sostegno non episodico, inserito in una programmazione di medio e lungo periodo. Il litorale domizio presenta un'estensione e una complessità tali da richiedere ulteriori risorse per le demolizioni ancora da eseguire, per la messa in sicurezza delle aree, per le bonifiche, per il recupero ambientale e paesaggistico e per la restituzione degli spazi liberati alla piena fruizione pubblica. L'iniziativa odierna non può, infatti, concludersi con l'abbattimento dei manufatti. Le aree liberate devono essere protette da nuove occupazioni abusive e inserite in un progetto complessivo di recupero del litorale, capace di ricomporre il rapporto tra mare, spiaggia, pineta, foce del Volturno e territorio urbano. Occorre passare dalla rimozione dell'illegalità alla costruzione di una prospettiva: non soltanto demolire ciò che ha deturpato il territorio, ma creare le condizioni perché quel territorio possa rinascere.
In questo percorso sarà essenziale il ruolo delle istituzioni pubbliche, alle quali compete orientare, programmare e controllare la trasformazione del territorio. Ma sarà altrettanto importante il contributo della società civile, del terzo settore e di soggetti economici privati capaci di investire nel rispetto delle regole, dell'ambiente e della vocazione naturale dei luoghi. a Il recupero del litorale non può essere affidato a una nuova appropriazione privata degli spazi liberati, né iniziative speculative o predatorie che riproducano, sotto forme differenti, la sottrazione del bene pubblico alla collettività. Il territorio non deve essere considerato una risorsa da consumare, ma un patrimonio da rigenerare e trasmettere. L'obiettivo è costruire una strategia stabile che comprenda la prosecuzione dei controlli, l'esecuzione degli ulteriori abbattimenti, la prevenzione di nuove occupazioni, il recupero ambientale delle aree liberate, la tutela delle spiagge libere e degli accessi alla battigia e la promozione di iniziative economiche compatibili con il carattere pubblico e il valore paesaggistico del litorale. La documentazione del tavolo interistituzionale richiama proprio la necessità di assicurare una piena fruizione delle spiagge e degli accessi al mare. Ripristinare la legalità sul litorale domizio non significa soltanto reprimere gli abusi ma anche restituire il territorio alla collettività, impedire nuove forme di appropriazione e costruire, attraverso una responsabilità condivisa, le condizioni per una rigenerazione ambientale, sociale ed economica duratura.
