Cade nel vuoto, operaio muore dopo un volo di 15 metri
La tragedia avvenuta in Corso Italia a San Marcellino. La vittima stava lavorando con una ditta svuotacantine
SAN MARCELLINO - Un incidente mortale sul lavoro è avvenuto a San Marcellino, nell'Agro aversano, dove un lavoratore di circa 30 anni, un extracomunitario non ancora identificato, è precipitato nel vuoto mentre era impegnato in lavori di svuotamento di oggetti da uno stabile.
Cade nel vuoto, operaio muore dopo un volo di 15 metri
L'operaio sarebbe caduto nel cortile da un piano privo di ringhiera, posto ad un'altezza di una quindicina di metri. Il suo corpo è stato ritrovato sul selciato, senza alcun documento di riconoscimento. Dai primi accertamenti svolti dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Aversa, intervenuti sul posto con i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e i tecnici dell'Asl di Caserta, è emerso che la ditta di svuotacantine stesse effettuando il lavoro senza alcun incarico formale da parte dei proprietari dello stabile. La salma è stata trasportata all'istituto di medicina legale di Giugliano in Campania.
La tragedia avvenuta in Corso Italia a San Marcellino. La vittima stava lavorando con una ditta svuotacantine
"Profondo cordoglio e indignazione" sono espressi dalla Cgil Caserta e dal sindacato di categoria degli edili Fillea Cgil di Caserta per la morte dell'operaio extracomunitario di circa 30 anni, non ancora identificato perché senza documenti, avvenuta a San Marcellino e provocata da una caduta dai piani alti di uno stabile che stava svuotando per conto di una ditta di svuotacantine.
Cordoglio e indignazione da parte della Cgil Caserta e dal sindacato di categoria degli edili Fillea Cgil di Caserta
"Una vicenda - affermano nella nota la segretaria generale della Cgil di Caserta Sonia Oliviero (Cgil) - che mette insieme tutti gli elementi più drammatici dello sfruttamento nel settore delle costruzioni: precarietà, lavoro nero, assenza di sicurezza e la particolare fragilità dei lavoratori migranti, troppo spesso impiegati nei contesti più rischiosi e meno tutelati. Una tragedia che lascia sgomenta un'intera comunità. e che racconta con crudezza la realtà di un sistema in cui troppi lavoratori, soprattutto stranieri, sono esposti a condizioni di forte ricattabilità e sfruttamento. Non possiamo continuare a contare morti sul lavoro come se fossero inevitabili. È necessario rafforzare controlli, contrastare il lavoro nero e affermare con forza che la sicurezza viene prima di tutto".
Per Irene Velotti, segretaria generale della Fillea-Cgil di Caserta, "il settore delle costruzioni continua a pagare un prezzo altissimo in termini di vite umane. Quando si lavora in cantieri irregolari o abusivi, senza tutele e senza dispositivi di sicurezza, il rischio diventa inevitabilmente tragedia. Da tempo come Fillea e Cgil chiediamo interventi strutturali per contrastare l'illegalità nel settore e rafforzare i controlli, ma chiediamo anche un salto di qualità sul piano della prevenzione e della repressione dei reati legati alla sicurezza sul lavoro".
I due sindacati sostengono da tempo la necessità di istituire una Procura nazionale per la sicurezza sul lavoro, strumento ritenuto indispensabile per coordinare le indagini, contrastare le filiere dell'irregolarità e assicurare maggiore efficacia nell'azione giudiziaria contro chi viola le norme e mette a rischio la vita delle lavoratrici e dei lavoratori . "Serve una risposta forte dello Stato - conclude Oliviero - perché ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per l'intero Paese. Non possiamo accettare che il lavoro, anziché garantire dignità e futuro, continui a trasformarsi in una condanna a morte".
