Voto di scambio, nuova accusa per l'ex assessore: per la Procura minacciò l'ex sindaco
Altro capo di imputazione per Biagio Esposito: i due episodi sotto indagine
CASERTA – Ci sarebbe anche un altro capo di imputazione per l’ex assessore Biagio Esposito, il cui nome risulta tra gli indagati nell’inchiesta per voto di scambio che ha coinvolto anche il consigliere regionale Zannini.
L'accusa della Procura
La Procura di Santa Maria Capua Vetere ipotizza per Esposito anche il reato di estorsione nei confronti dell'ex sindaco di Caserta Carlo Marino (non indagato); fatti avvenuti tra maggio e settembre 2024, nel pieno della bufera giudiziaria che colpì il Comune di Caserta - furono arrestati assessori, dirigenti comunali e indagato il vicesindaco - e che portò diversi mesi dopo allo scioglimento del Comune capoluogo per infiltrazioni camorristiche. Per gli inquirenti Esposito avrebbe minacciato Marino di far cadere l'amministrazione comunale attraverso la mancata partecipazione della figlia Dora, consigliera comunale eletta nella lista che faceva capo a Zannini, alla seduta del Consiglio in cui si doveva approvare il bilancio, costringendo il sindaco, che non ha mai denunciato le pressioni subite, a fargli diversi favori personali; tra questi la nomina di un architetto gradito ad Esposito a direttore dei lavori nell'ambito del progetto di riqualificazione dell'ex caserma Pollio, un sito destinato a parcheggio gestito per anni da una famiglia ritenuta vicina alla camorra, in particolare al clan Zagaria; il parcheggio oggi è chiuso ed il Comune amministrato dai commissari vorrebbe gestirlo in autonomia. Per gli inquirenti Esposito avrebbe minacciato Marino attraverso un bigliettino consegnato al sindaco dal consigliere comunale Massimo Russo (non indagato).
Il secondo episodio
Altra minaccia fatta al sindaco risalirebbe al giugno 2024, quando scattarono gli arresti al Comune di Caserta e fu indagato il vicesindaco Emiliano Casale; in quella circostanza Esposito avrebbe chiesto al sindaco le dimissioni di Casale pretendendo la gestione di tutti gli appalti pubblici relativi al rifacimento del manto stradale, che avrebbe poi effettivamente gestito con la complicità di Francesco Cerreto. Ultima pressione verso il sindaco Marino, avvenuta a metà del 2024, concerne la richiesta di intercedere presso alcune ditte che stavano lavorando al rifacimento del manto in via San Nicola a Caserta, affinché rifacessero il manto anche in vicoli segnalati ad Esposito da cittadini e residenti a lui fedeli politicamente; la minaccia era la solita, ovvero che la figlia Dora non avrebbe partecipato a importanti sedute del Consiglio comunale. Il sindaco avrebbe sempre accettato di provvedere.
