Chiusura punti nascita, il Comitato oggi al Tar per il ricorso contro il provvedimento
Sotto esame le strutture di Sessa e Piedimonte. Finanziamenti ai privati: "La politica esprima le sue intenzioni"
SESSA AURUNCA - Oggi 27 maggio 2026, il TAR Campania entrerà nel merito del ricorso contro la chiusura dei punti nascita di Sessa Aurunca, Piedimonte Matese e Sapri, disposta con la Delibera di Giunta Regionale n. 418/2025.
La presenza costante del Comitato
Il Comitato San Rocco Bene Comune sarà presente all’udienza, rappresentato dall’Avv. Achille Maria Vellucci, dopo essersi costituito ad adiuvandum nel giudizio promosso dai Comuni del Cilento.
Quella che arriva oggi davanti al TAR non è una vicenda soltanto giuridica. È il punto di arrivo di una grande mobilitazione popolare, culminata nella marcia del 31 luglio 2025 a Sessa Aurunca, quando migliaia di cittadini scesero in strada per difendere i punti nascita di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, l’Ospedale San Rocco e la sanità pubblica del territorio.
Oggi, però, non basta aspettare l’esito del giudizio. Occorre dire con chiarezza qual è il nodo politico e amministrativo che ha portato i punti nascita pubblici sottosoglia.
I finanziamenti alle cliniche private
Il Comitato lo afferma da mesi, dati alla mano: non si possono chiudere strutture pubbliche per “insufficienza di numeri” e, allo stesso tempo, finanziare strutture private convenzionate che quei numeri li intercettano.
In provincia di Caserta, se fossero chiusi i punti nascita di Sessa Aurunca e Piedimonte Matese, resterebbero 8 punti nascita complessivi: 5 privati e soltanto 3 pubblici. Diamo alle cose il loro nome: questa si chiama privatizzazione della sanità.
Il privato accreditato può avere un ruolo quando integra il servizio pubblico, secondo un principio di reale sussidiarietà. Ma non può essere finanziato con risorse pubbliche per operare in concorrenza diretta con gli ospedali pubblici, svuotandoli progressivamente fino a renderli formalmente “non sostenibili”.
Il report
È esattamente quanto è avvenuto nel percorso nascita. Il report elaborato dal Comitato dimostra una chiara migrazione dei parti dal punto nascita pubblico di Sessa Aurunca verso le cliniche private convenzionate, in particolare verso Villa Fiorita di Capua, struttura che insiste sullo stesso bacino di utenza del San Rocco.
Non è un dettaglio secondario che, nell’ultimo Programma Nazionale Esiti di AGENAS, la Casa di Cura Villa Fiorita risulti destinataria di 4 audit negativi su 4 rispetto agli indicatori valutati come punto nascita. È dunque legittimo chiedersi quale sia la ratio di una programmazione sanitaria che mette in discussione i presidi pubblici e continua invece a finanziare strutture private che operano nello stesso bacino territoriale.
C’è poi un tema essenziale di sicurezza. Il Presidio Ospedaliero San Rocco è una struttura pubblica dotata di UOC di Anestesia e Rianimazione, elemento fondamentale nella gestione delle emergenze materno-infantili. Alcune strutture private accreditate che registrano volumi molto elevati di parti non dispongono invece di una UOC di Anestesia e Rianimazione interna. Anche questo deve entrare nella valutazione complessiva sulla qualità e sulla sicurezza della rete.
La domanda alla politica
Dal 31 luglio 2025 chiediamo alla politica regionale e aziendale di dire una cosa semplice: è favorevole o contraria al taglio delle convenzioni private che operano in concorrenza con i punti nascita pubblici?
Su questo, finora, non è arrivata alcuna risposta.
Siamo consapevoli che la sola riapertura non basta. I punti nascita pubblici devono essere messi nelle condizioni di tornare sopra la soglia dei 500 parti annui. Ma questo obiettivo non sarà mai raggiunto se il sistema continuerà a essere organizzato attorno alle strutture private, a danno del pubblico.
Per questo chiediamo alla Regione Campania e all’ASL Caserta una scelta chiara: revisione dei budget, taglio delle convenzioni non necessarie, riequilibrio dei flussi e rilancio dei punti nascita pubblici.
Domani ci aspettiamo che il TAR confermi la necessità di mantenere aperti i punti nascita pubblici. Ma la battaglia non si esaurisce in tribunale. La responsabilità vera è politica. Se non ci saranno risposte concrete, il Comitato sarà pronto a promuovere una nuova grande mobilitazione popolare. Siamo pronti a un nuovo 31 luglio.
Sappiamo da che parte stare: dalla parte della sanità pubblica, dei territori e del diritto alla salute.
La politica che dice?
Chi non si esprime su questo, prende in giro i cittadini.
Nessun favore, solo diritti.
