Operaio morto per un malore nel cantiere: Tommaso aveva 60 anni
La nota dei sindacati: "Venga fatta piena luce su quanto avvenuto"
SANTA MARIA CAPUA VETERE - Nuovo dramma sul lavoro nel Casertano. Un operaio è morto in seguito ad un malore improvviso in un cantiere a Santa Maria Capua Vetere.
La tragedia
La tragedia si è consumata in via Albana. In quel cantiere l’operaio 60enne Tommaso Di Foggia mentre stava lavorando è stato colpito da un malore improvviso e si è accasciato al suolo.
Inutili i soccorsi
I primi a correre in suo aiuto sono stati i colleghi di lavoro che hanno poi allertato anche il 118. I soccorritori giunti sul posto hanno fatto di tutto per rianimarlo, ma purtroppo alla fine non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Si pensa ad un infarto.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia locale. La salma è stata trasferita all’Istituto di Medicina Legale dove verrà sottoposto verosimilmente all’autopsia.
La nota dei sindacati
"La morte del lavoratore di 60 anni, avvenuta questa mattina in un cantiere di Santa Maria Capua Vetere dopo essersi improvvisamente accasciato durante l'attività lavorativa - si legge nella nota della CGIL Caserta e FILLEA CGIL Caserta - impone dolore, rispetto e soprattutto verità. Saranno gli accertamenti dell'autorità giudiziaria e degli organi competenti a chiarire le cause del decesso e ad accertare eventuali responsabilità. Ma c'è una responsabilità che non può attendere l'esito delle indagini: quella di un sistema che continua a intervenire solo dopo che una vita è stata spezzata. Il caldo estremo che sta investendo il nostro territorio non rappresenta più un evento eccezionale. La crisi climatica modifica profondamente le condizioni di lavoro e rende indispensabile ripensare l'organizzazione delle attività all'aperto, rafforzando la prevenzione, la vigilanza e la tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori. "Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la nostra vicinanza alla famiglia del lavoratore. Ma non possiamo limitarci al dolore. Chiediamo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che siano accertate tutte le eventuali responsabilità. Da anni denunciamo come la sicurezza venga affrontata in maniera insufficiente, mentre gli organici degli enti preposti alla prevenzione e ai controlli vengono progressivamente depotenziati. Senza personale, senza ispezioni e senza una presenza costante dello Stato nei luoghi di lavoro, la prevenzione diventa soltanto una dichiarazione di principio", dichiara Sonia Oliviero, segretaria generale della CGIL Caserta. È necessaria la convocazione urgente dell'Osservatorio permanente provinciale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, presso la Prefettura, sede stabile di confronto e di coordinamento tra Prefettura, ASL, Ispettorato Nazionale del Lavoro, INAIL, INPS, forze dell'ordine, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali.
L'Osservatorio deve però essere, oggi più che mai, strumento operativo di analisi dei fenomeni, di condivisione dei dati, di programmazione delle attività ispettive, di prevenzione e di intervento, affinché il territorio non rincorra più le emergenze ma sia in grado di prevenirle. "Non possiamo continuare a discutere di sicurezza solo quando un lavoratore muore. Servono scelte strutturali. Occorre rafforzare gli organici degli enti di vigilanza, rendere effettivi i controlli, garantire il rigoroso rispetto delle misure previste durante le ondate di calore e intervenire sul quadro normativo nazionale affinché il rischio da stress termico trovi pieno riconoscimento nella legislazione sulla salute e sicurezza. La tutela della vita deve prevalere sempre sulle esigenze produttive. Ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita per l'intera comunità e una sconfitta dello Stato", afferma Irene Velotti, segretaria generale della FILLEA CGIL Caserta. CGIL Caserta e FILLEA CGIL Caserta continueranno a pretendere verità su quanto accaduto questa mattina e ribadiscono che la sicurezza non può essere affidata alla casualità. Servono prevenzione, controlli, responsabilità e una presenza forte delle istituzioni. Perché nessuno deve morire mentre lavora".
