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Immagine manifestazione nazionale
Immagine manifestazione nazionale

CASERTA - Sinistra Italiana Caserta sostiene la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto della distribuzione moderna organizzata, in sciopero nella giornata di oggi (30 marzo) contro Federdistribuzione. Lo sciopero segue la rottura delle trattative per il rinnovo del CCNL del comparto a causa dell’irresponsabilità delle parti datoriali a rispettare diritti e garanzie dei lavoratori e delle lavoratrici.

L'ultimo contratto di Federdistribuzione

Come sempre, il rinnovo contrattuale di un comparto è oggetto di rappresaglia da parte del capitale: Federdistribuzione propone una logica di scambio basata sull’erogazione dell’aumento salariale in cambio dell’abbassamento dei livelli di inquadramento e della precarietà normativa. L’ultimo CCNL sottoscritto da Federdistribuzione risale al 2019 (!) Sono cinque anni che i lavoratori e le lavoratrici delle imprese affiliate a tale parte datoriale aspettano di vedersi riconosciuti i propri diritti! La ritrosia patologica del capitale a riconoscere diritti e garanzie a chi crea lavoro è insopportabile. 

Le nuove richieste

Le richieste di Federdistribuzione per siglare questo contratto sono al limite del grottesco, per non dire dell’osceno: l’introduzione di una flessibilità incontrollata e generalizzata con contratti a termine di durata indeterminata; lo smembramento del sistema di classificazione del personale con l’attribuzione dell’addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita a mansioni inferiori, come il pulimento di aree di vendita e servizi (come illegittimamente fanno alcune aziende associate a Federdistribuzione); l’azzeramento di ogni dignità professionale con il sotto inquadramento di chi ha la responsabilità di interi format commerciali complessi; la creazione di una “nuova” mansione adibita alla movimentazione delle merci trascinandola verso il quinto livello e svuotando l’attuale previsione al quarto livello, al solo fine di far risparmiare le imprese sulla pelle dei lavoratori. Non solo: l’aumento salariale che sarebbero disposti a concedere sarebbe di 70 euro lordi sulla base dell’inquadramento in full time. Il lavoro salariato è costantemente mortificato e umiliato, calpestato e denigrato da una classe imprenditoriale senza scrupoli, legittimata nel suo operare da un senso di protezione che le conferisce chi governa questo Paese. Siamo vicini a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici che lottano per la propria dignità professionale, per il proprio salario e per i propri diritti.