antica cittadella
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CASERTA – Non solo un approfondimento sul tema del bullismo, ma anche e soprattutto la conferma che nelle nuove generazioni ci sia quel barlume di speranza per costruire una società migliore.

L'appuntamento

Sono queste le risultanze dell’evento che si è svolto nel pomeriggio di ieri al Teatro Don Bosco all’interno dell’Istituto Salesiano Sacro Cuore di Maria di Caserta Emozioni, relazioni e bullismo: uno sguardo condiviso a partire dal cortometraggio M.I.A.. Un altro appuntamento nell’ambito della rassegna storica del MayFest.

In sala si è tenuto infatti una tavola rotonda sul tema del bullismo seguita poi dalla presentazione del cortometraggio a cui hanno preso parte i ragazzi delle scuole medie e dei licei dell’Istituto Salesiano “M.I.A. – Mood Integration App”

Alla tavola rotonda hanno preso parte la dott.ssa Chiara Boemio, psicologa esperta in minori e disagio adolescenziale e sceneggiatrice del cortometraggio. Interverranno la dott.ssa Marianna Palma, pedagogista esperta in disagio minorile; la dott.ssa Antonietta Zinno, assistente sociale del Comune di Napoli; il prof. Pierluigi Casadei, in rappresentanza dell’Istituto Salesiano di Caserta; Don Antonio Campo, direttore dell’Oratorio dell’Istituto Salesiano; Simmaco Perrillo, referente provinciale di Libera a Caserta; e il dott. Francesco Casaburo, legale rappresentante della Cooperativa Sociale C.A.O.S. che ha curato la realizzazione del cortometraggio.

La tavola rotonda

A presentare l’evento è stato il prof. Pierluigi Casadei che ha illustrato non solo il programma ed il senso del MayFest, ma anche l’importanza della tematica affrontata ed il tema del disagio giovanile. Ha preso poi la parola per un saluto il direttore della Casa Salesiana di Caserta don Antonio D’Angelo che ha salutato i presenti evidenziando al contempo il valore del modello educativo salesiano nel mondo attuale segnato anche purtroppo da piaghe come quella del bullismo. Sono poi intervenute sul tema dell’incontro, sviscerandolo nei numeri e nelle esperienze sul campo, la dott.ssa Chiara Boemio, la dott.ssa Marianna Palma e la dott.ssa Antonietta Zinno. Ha preso poi la parola il dott. Francesco Casaburo che ha ripercorso le sensazioni provate nella realizzazione del cortometraggio e l’importanza di lavori di questo tipo portati avanti insieme ai ragazzi. Intervento molto apprezzato è stato quello di Simmaco Perrillo che ha sottolineato come i fenomeni devianti come il bullismo trovino terreno fertile anche a causa della società in cui viviamo, in cui non ci si sente più parte di una comunità e dove si è chiamati ad una competizione costante per poter essere sempre il top, il migliore. In un clima del genere, l’altro non diventa una scoperta, ma una minaccia. A chiudere gli interventi è stato don Antonio Campo che ha messo in risalto il ruolo dell’oratorio salesiano non solo nella crescita educativa dei ragazzi, ma anche nell’individuazione di fenomeni come il bullismo.

bullismo salesiani tavola rotonda

Il cortometraggio

Terminata la tavola rotonda, il microfono del moderatore è passato al prof. Samy El Sayed che ha invitato i ragazzi che hanno preso parte al cortometraggio a salire sul palco. E’ stato un momento importanti per gli alunni delle scuole salesiane, un momento in cui hanno potuto esprimere le emozioni avvertite nel corso dell’intera fase di produzione del film e dove si sono sentiti protagonisti.

Terminate le interviste, il pubblico in sala ha assistito alla proiezione del cortometraggio, presentato al Giffoni Film Festival, insieme al backstage che racconta il percorso laboratoriale svolto con i ragazzi.

l soggetto del cortometraggio - "M.I.А. " La storia nasce dall'immaginazione e dalle emozioni dei ragazzi stessi. I protagonisti, studenti di una prima superiore, devono realizzare un progetto per un concorso scolastico: la creazione di un app che aiuti gli adolescenti a integrarsi nei nuovi contesti sociali. I ragazzi decidono di chiamare la loro applicazione M.I.A perché l'acronimo "Mood Integretion App "unisce tecnologia ed emozione, evidenziando con il nome scelto ciò che l'app fa, ma al contempo la denominazione significa anche "Missing In Action" che evidenzia ciò che il progetto racconta. Un doppio significato che riflette il tema del film : la ricerca di sé in un mondo connesso ma pieno di solitudini. L'app MIA, "impara" dal vissuto dei ragazzi, dalle loro storie, dalle paure e dalle difficoltà di ciascuno: bullismo, solitudine, prime amicizie, rifiuti, cambiamenti, paure di non essere accettati. Nel processo di scrittura e confronto, i ragazzi capiscono che la vera "app" per stare bene non è un software, ma la capacità di ascoltare se stessi e gli altri.

I ragazzi che hanno preso parte al corto sono:

ROCCO FARDELLO
NICOLA VIGLIOTTI   
MARCO PIO SECONDO
PASQUALE CAMMISA
ALFONSO CARAFA
DANIELE VICIGLIONE
FRANCESCO D’ANGELO
MIA FARDELLO
CARLO VIGLIOTTI
FLAVIA MAURO

GABRIELE IULIANO