Comune sciolto per camorra, la commissaria: "Situazione scioccante, tra omertà e paura"
Le dure parole della dottoressa Caruso davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta
CASERTA - "Scioccante". E' così che Daniela Caruso ha descritto la situazione del Comune di Caserta a circa un anno dall'insediamento come componente della commissione straordinaria che amministra l'ente locale sciolto per infiltrazioni camorristiche. Lo ha fatto nel corso dell'audizione tenuta alla prefettura di Caserta il 9 marzo scorso davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie presieduta da Alessandro Battilocchio; un'audizione pubblicata sul sito della Camera proprio in questi giorni in cui il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell'ex sindaco Carlo Marino e confermato lo scioglimento del Comune capoluogo disposto nell'aprile 2025 dal Viminale.
L'analisi della commissaria
Le parole della Caruso descrivono in modo forte e problematico il contesto ambientale in cui è maturato lo scioglimento, provocato dalle ultime indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere sulla gestione degli appalti pubblici, che nel 2024 hanno portato agli arresti assessori e dirigenti comunali, e da quelle precedenti anche della Dda che hanno coinvolto l'ente; ma la cui genesi più profonda va ricercata nelle modalità di gestione della cosa pubblica. "Qui il fallimento è della politica, sia di destra che di sinistra" riassume la Caruso con una frase. "L'impressione di una funzionaria governativa che, in Prefettura, vi è stata per quarant'anni - spiega nel dettaglio - è stata, in questo Comune, scioccante. E' scioccante dall'interno vedere come un ente sia stato, negli anni, visibilmente trascurato nel suo scheletro organizzativo, nel totale dispregio delle norme che presidiano una buona organizzazione"; è mancato ogni controllo "sulla efficacia ed efficienza del personale che, visibilmente, si è ridotto nel tempo, sotto un indifferente occhio della gestione politica. Su un organico che dovrebbe essere di 600 persone - aggiunge la commissaria - noi abbiamo 120 impiegati, di cui la maggior parte sono demotivati, carenti di formazione, carenti di professionalità, ricoprono posizioni organizzative non adeguate al loro livello culturale e questo lascia immaginare come siano stati assunti". Una situazione pesante che si tocca con mano negli uffici.
Omertà e paura trai i dipendenti
"C'è omertà - denuncia la Caruso - un'attesa che noi ce ne andiamo al più presto, onde evitare guai, compromissioni, di essere chiamati a rispondere di mancanze, di mancate denunce, di mancate segnalazioni. Non troveremo mai nelle stanze del comune, a volte chiuse a chiave da personale in pensione (anche questa è una cosa molto strana), degli elementi concreti da sottoporre alle forze di polizia per le indagini conseguenti, perché sostanzialmente è quasi difficile, impossibile indagare dall'interno".
