Corruzione e truffa, fissata l'udienza preliminare per Zannini ed altri nove
Il consigliere regionale è sottoposto all'obbligo di dimora fuori dalla Campania e sospeso dalla carica
MONDRAGONE - E' stata fissata per l'11 dicembre prossimo al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere l'udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per il consigliere regionale campano Giovanni Zannini (Forza Italia), attualmente sospeso dalla carica e sottoposto all'obbligo di dimora fuori alla regione Campania e a quelle confinanti (è infatti in Abruzzo) proprio in seguito al coinvolgimento in tale indagine.
L'accusa
Zannini risponde di corruzione, concussione, falso e truffa ai danni dello Stato in relazione a vicende avvenute nella passata consiliatura regionale, quando sedeva tra i banchi della maggioranza che sosteneva l'allora presidente della Regione Vincenzo De Luca e presiedeva la strategica commissione regionale per l'Ambiente.
Gli altri imputati
Con Zannini dovranno comparire davanti al gup altri nove imputati, ovvero gli imprenditori caseari Paolo e Luigi Griffo, Antonio Postiglione, Direttore Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale, Alfredo Campoli, imprenditore di Mondragone, comune del litorale casertano di cui è originario Zannini, e cinque funzionari pubblici. Zannini, assistito dagli avvocati Angelo Raucci e Vincenzo Maiello, dovrà difendersi dalle singole accuse ma anche dall'ipotesi della Procura di Santa Maria Capua Vetere (Procuratore Pierpaolo Bruni, sostituti Anna Ida Capone e Giacomo Urbano) di aver messo in piedi un sistema politico-clientelare capace di condizionare nomine negli enti pubblici, come l'Asl, elezioni nei singoli Comuni, anche importanti come Caserta o Castel Volturno.
Finanziamento statale con documenti falsi
Tra le accuse c'è quella di truffa allo Stato in relazione al finanziamento pubblico di oltre 3 milioni di euro fatto avere ai due imprenditori Luigi e Paolo Griffo, padre e figlio, mediante documenti ritenuti falsi, e ciò per realizzare un caseificio; in cambio i due avrebbero offerto a Zannini un viaggio su un yatch del valore di oltre 7mila euro. L'accusa "di sistema", cristallizzata in particolare nel reato di concussione, riguarda le pressioni esercitate nel 2023 sull'allora direttore sanitario dell'Asl di Caserta, Enzo Iodice - anch'egli politico di lungo corso essendo stato in passato sindaco di Santa Maria Capua Vetere, segretario provinciale del Pd e da ultimo candidato nel novembre scorso in una lista a sostegno del presidente Fico alle Regionali - affinchè si dimettesse, in modo da far subentrare il suo favorito Marco De Fazio; dimissioni per le quali Zannini coinvolse anche il dirigente della Regione Postiglione, poi effettivamente presentate il 26 settembre del 2023, anche se poi De Fazio non è subentrato. Per la Procura Zannini voleva trasformare gli uffici Asl in una sorta di "segreteria politica".