Ospedale di Maddaloni pronto tra due tre anni, il sindaco replica a Limone: "La pazienza è finita"
Il direttore generale dell'Asl ha indicato nuovi tempi in un'intervista: "Pronti alla mobilitazione dei cittadini"
MADDALONI – La vicenda del cantiere dell’ospedale di Maddaloni torna al centro delle cronache locali.
Le dichiarazioni di Limone
Ad accendere nuovamente i fari sul tema e a creare non poca preoccupazione tra la popolazione calatina sono state le recenti dichiarazioni del direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone ad una testata locale. Il manager ha ricordato l’importanza di questa struttura per la sanità casertana, sottolineando i finanziamenti Pnrr e di altra fonte per la diagnostica per immagini, per la riorganizzazione del pronto soccorso, e per i nuovi posti letti. La vera bomba però è stato il chiarimento sui tempi per la fine dei lavori: “Bisogna avere il tempo di farli questi lavori – ha dichiarato Limone – ci troveremo alla fine di due, tre anni che occorreranno per finire tutti i lavori che abbiamo messo in cantiere una struttura efficiente. Lasciateci lavorare”. Due, tre anni quindi per la consegna di un ospedale messo a nuovo, tecnologicamente avanzato ed efficiente. Un tempo considerevole ed un termine che nessuno si aspettava. I cittadini maddalonesi e le istituzioni locali erano convinti di essere quasi alla fine. Invece ecco che arriva la doccia fredda.
L'intervento del sindaco De Filippo
Sulla vicenda è intervenuto in un’intervista di ieri il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo. “Mi auguro che il direttore si sia sbagliato – esclama con amara ironia il sindaco – Voglio dire solo una cosa, la nostra pazienza è finita. Mi sono scocciato di assumermi responsabilità che non mi appartengono, e che fanno capo ad una politica sanitaria che non dipende da noi. Le vicende dell’ospedale non dipendono dal Comune, ma dall’Asl e per derivazione alla Regione Campania”.
Poi il sindaco è entrato nel merito delle dichiarazioni del direttore Limone: “Fino a qualche giorno fa la direzione generale dell’Asl ci aveva garantito la ripresa delle normali funzioni entro fine anno, massimo inizio 2027. Due, tre anni per terminare i lavori significa prenderci in giro. Quale artificio si sta mettendo in atto non lo so, ma chiederemo un incontro per chiedere al dottor Limone spiegazioni su queste sue dichiarazioni. Non siamo pronti a tutto. Se non dovessimo avere risposte chiameremo i cittadini alla mobilitazione”.
E' il momento dell'unità
Nel normale dibattito politico di un paese democratico è sacrosanto avere opinioni diverse sulle tematiche più nevralgiche di una comunità. Ci sono però alcuni ambiti, alcune battaglie, che trascendono da divisioni di natura ideologica e partitica, proprio perché sono direttamente collegate al benessere e alla salvaguardia della collettività. Maddaloni deve garantire questo esempio: l’unità tesa al bene collettivo che in questo momento è rappresentato dall’ospedale. Non bisogna abbassare alla testa fino a quando non lo vedremo aperto e funzionante.
