antica cittadella
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Giovanni Zannini, Vincenzo Caterino, Pasquale Marrandino
Giovanni Zannini, Vincenzo Caterino, Pasquale Marrandino

CASTEL VOLTURNO – I sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone titolari dell’inchiesta sul sospetto di voto di scambio alle elezioni comunali avvenute a Castel Volturno nel 2024 ed associazione a delinquere hanno disposto un’integrazione degli atti. Nell’indagine sono coinvolti l’attuale sindaco Pasquale Marrandino, il suo vice Giulio Natale, il consigliere regionale sospeso Giovanni Zannini, il sindaco di San Cipriano d’Aversa Vincenzo Caterino, in qualità di presidente della Gisec, Michele Antolini, titolare del bar “Quattro Stagioni”, Michele Cantone, Anna Giacobbe, Beniamino Granato, Attilio Morrone.

Le dichiarazioni dell'imprenditore Luca Pagano

A spingere verso l’integrazione sono state le dichiarazioni dell’imprenditore Luca Pagano su un incontro avvenuto all’Hotel Sinuessa a Mondragone dove sarebbe avvenuto il presunto accordo tra le parti. Quel 16 giugno 2024, otto giorni prima del ballottaggio nel comune castellano, stando alla tesi della Procura, si sarebbero incontrati Zannini, Marrandino e Caterino con Luca Pagano e i suoi collaboratori. In quest’occasione i tre avrebbero proposto a Luca Pagano in cambio del sostegno suo e dei suoi collaboratori per l’elezione di Marrandino “un appalto da parte del comune di Mondragone o di una delle ditte di rifiuti collegate allo schieramento di Zannini”. Proprio in questo frangente sarebbe stato tirato in causa anche Caterino, presidente della Gisec ovvero la società che ha il potere di affidare appalti nel settore dei rifiuti in provincia di Caserta. Ai Pagano veniva inoltro proposto in locazione un piazzale di 5mila mq. a Falciano del Massico ed un incarico politico alla figlia di Luca Pagano candidata nella lista “Castel Volturno Città”.

Proprio Pagano ha però reso nuove dichiarazioni dalle quali sono scaturite nuove verifiche investigative. L’imprenditore infatti avrebbe confermato tutto quanto avvenuto nell’Hotel Sinuessa tranne quella sul piazzale a Falciano. 

La ricostruzione della Procura

Stando alla ricostruzione della Procura, gli scambi avvenivano nel bar Quattro Stagioni a Ischitella. Qui il banchetto era gestito dall'indagato Michele Cantone, che secondo quando emerso dalle indagini dei carabinieri, avrebbe ricevuto i soldi da Marrandino e Natale (questi ultimi li avrebbero ricevuti da imprenditori finanziatori, ndr), per poi darli agli elettori; somme da 50 e 70 euro consegnate con i facsimile della scheda elettorale. Diverse le persone che hanno accettato il denaro, qualcuno però, annotano i carabinieri, si è rifiutato. Uno degli elettori indagati, Attilio Morrone, avrebbe accettato da Marrandino addirittura un suino ossia maiale sprovvisto di documentazione di provenienza e la promessa di un posto di lavoro.