Chiusura Linguistico del Villaggio, gruppo di studenti presenta ricorso
Si tratta di allievi del quarto anno, l'avvocato De Lucia: "Bisogna tutelare il diritto allo studio". Udienza il 12 agosto
MADDALONI – Un gruppo di studenti che ha appena concluso il quarto anno del Liceo Linguistico della Fondazione "Villaggio dei Ragazzi – Don Salvatore D'Angelo" di Maddaloni rischia di non poter completare il proprio percorso di studi. Le loro famiglie hanno conferito mandato all'Avv. Claudio De Lucia, che ha depositato dinanzi al Tribunale Ordinario di Santa Maria Capua Vetere un ricorso d'urgenza ai sensi dell'art. 700 del Codice di procedura civile, chiedendo una tutela immediata in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027.
La chiusura del Liceo
La vicenda nasce da una determina commissariale che ha disposto la cessazione dell'attività del Liceo Linguistico. Un provvedimento che, secondo la difesa, rischia di compromettere irrimediabilmente il completamento del percorso formativo di studenti già ammessi al quinto anno, proprio alla vigilia dell'Esame di Stato.
Il ricorso non contesta le esigenze di risanamento economico della Fondazione, né mira a ostacolarne il percorso di riorganizzazione. Pone piuttosto al centro un bilanciamento imprescindibile: quello tra le necessità organizzative dell'ente e la tutela di diritti costituzionalmente garantiti, come il diritto allo studio.
Secondo l'impostazione difensiva dell'Avv. De Lucia, gli studenti hanno maturato, in quattro anni di regolare frequenza, un legittimo affidamento alla conclusione del ciclo liceale presso l'istituto prescelto. Hanno già acquisito crediti scolastici, competenze linguistiche specifiche e una preparazione strettamente legata al piano dell'offerta formativa seguito fino a oggi.
Le parole dell'avvocato
«Questa non è una contrapposizione alle istituzioni né tantomeno un'iniziativa diretta a ostacolare il percorso di risanamento della Fondazione» – dichiara l'Avv. Claudio De Lucia – «L'obiettivo è esclusivamente tutelare il diritto di ragazzi che, dopo quattro anni di studio, sacrifici e impegno, rischiano di vedere compromesso il completamento del proprio percorso formativo proprio alla vigilia dell'Esame di Stato».
Particolare rilievo assume la questione della continuità didattica. Dall'attività istruttoria svolta dalla difesa emergerebbero significative criticità nell'ipotesi di ricollocamento presso altro istituto: i percorsi linguistici, le discipline impartite e le lingue straniere studiate nel quadriennio non coincidono perfettamente con quelli di altre scuole. Un trasferimento, dunque, non garantirebbe una reale continuità formativa, tanto più che gli studenti devono affrontare il quinto anno e il successivo Esame di Stato.
La domanda giudiziale è ispirata a criteri di proporzionalità e ragionevolezza: le famiglie non chiedono la riapertura indiscriminata dell'intero istituto, ma una misura limitata e temporanea, tale da consentire esclusivamente agli studenti già ammessi al quinto anno di completare il percorso liceale intrapreso.
La vicenda ha assunto anche un rilievo collettivo: numerose famiglie hanno manifestato analoga preoccupazione per il futuro scolastico dei propri figli e seguono con attenzione gli sviluppi dell'iniziativa giudiziaria.
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha già fissato l'udienza per la trattazione del procedimento cautelare al 12 agosto 2026, quando saranno esaminate le ragioni delle parti e valutata la sussistenza dei presupposti per l'adozione delle misure richieste. Un procedimento che, conclude l'Avv. De Lucia, «potrebbe assumere particolare rilievo anche quale precedente per situazioni analoghe», in un delicato bilanciamento tra le esigenze organizzative della Fondazione e la tutela dei diritti degli studenti.
